domenica 15 ottobre 2017

«Ti aspetto all’altare, cornuto»: il materasso di Montecorice fa il giro dei social





    Nella mia carriera ultra ventennale nella professione di Investigatore Privato professionista, come potrete immaginare, ne ho viste tante..

Dalle situazioni divertenti a quelle drammatiche.. 

Infatti il settore delle indagini rivolte alle infedeltà coniugali, che sono la stragrande maggioranza delle richieste, vanno a "toccare" situazioni molto delicate.. quelle appunto dei tradimenti e della fedeltà, o infedeltà..

In questo settore Vi posso assicurare che nessun Cliente è contento quando ottiene le prove dei dubbi che aveva..

E dopo aver ottenute le prove eclatanti (magari di fotografie e/filmati), che sono valide per far valere un diritto del Cliente in sede giudiziaria, poi ognuno ne fà l'uso che vuole.. anche sconfinando, anche se da me ovviamente sempre sconsigliato, nel violare la privacy del proprio coniuge, magari con divulgazione delle stesse, ecc.


In questo caso specifico, sicuramente per quanto divertente ed esilarante, dal punto di vista umano non posso non pensare al "cornuto". 

Anche se ad dire il vero non sono riuscito a capire se il "cornuto" di turno è il futuro sposo o è come scritto nell'articolo semplicemente uno scherzo. 

Fatto sta che al di là della scelta del materasso per far arrivare il messaggio, il fatto che sia stato abbellito fa pensare che possa essere uno scherzo. 

Speriamo bene per questa futura coppia e che non debba servirgli quanto prima un Investigatore Privato.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma


«Ti aspetto all’altare, cornuto»: il materasso di Montecorice fa il giro dei social..




«Ti aspetto all’altare, cornuto». È la singolare quanto bizzarra frase comparsa su un materasso ritrovato dinanzi la chiesetta di San Donato, a Giungatelle, nel comune di Montecorice. La foto del materasso con la frase, accompagnata da alcuni disegni floreali, ha fatto subito il giro del web, scatenando l’ilarità di tanti. Non è chiaro se si tratti di una vendetta pre-matrimoniale o semplicemente di uno scherzo, sta di fatto che tutti si interrogano sullo strano ritrovamento. E c’è anche chi è già corso a giocare al lotto. 

di Antonio Vuolo

Fonte: ilmattino.it











martedì 10 ottobre 2017

Lo sposo si vendica della futura moglie e mostra il video del tradimento di lei agli ospiti del loro matrimonio.




     Di sicuro in tanti anni di carriera da Investigatore Privato a Roma  l'invito al matrimonio non mi è mai arrivato...., ma il fatto che la relazione e tutte le prove del tradimento siano state usate per altri scopi e non quelli utili per difendere e far vale un proprio diritto in Tribunale, quello sì...è successo a anche svariate volte..

     Dal Cliente che riuniusce entrambe le famiglie e a conclusione del pranzo proietta, tra l'imbarazzo di tutti, le prove della infedeltà della moglie su maxi schermo con tanto di rissa finale..... è successo!!

     Dalla moglie che fa recapitare le prove del tradimento del suo coniuge al marito della amante, scatenando l'inimmaginabile....

   Potrei continuare per ore a raccontarvi fatti simili a quello dell'articolo, ma per quanto possiamo condividere il gesto, lo sfogo e per quanto possiamo immedesimarci nella persona e in quello che possa essergli passato per la mente, va sempre tenuto a mente che è un reato penale la divulgazione di una relazione che l'Investigatore Privato consegna al proprio Cliente.

La relazione investigativa infatti serve solo ai fini di un eventuale processo al fine di divendere e far valere un proprio diritto in Tribunale, senza ledere la dignita e la moralità di nessuno, in sintesi senza violare la privacy di nessuno.

   Per quanto mi duole ammetterlo, anche se la notizia mi ha strappato un sorriso, è profondamente sbagliato ciò che è stato fatto.

Ma si sà, di fronte a certe situazioni la razionalità viene meno..

                         Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Lo sposo si vendica della futura moglie e mostra il video del tradimento di lei agli ospiti del loro matrimonio.


Baci ed effusioni sono stati interrotti da un'immagine inaspettata: la sposa, in compagnia di un altro uomo, diretta verso un  albergo.




Il sospetto di un tradimento si era insinuato da qualche tempo nella sua testa, così aveva chiesto a un'investigatrice privata di seguire la compagna. Dopo sei settimane di pedinamenti, i dubbi vennero confermati, con tanto di materiale video che mostrava la donna in atteggiamenti intimi con un altro uomo.
Dopo aver consegnato i filmati, l'investigatrice rimase sorpresa quando qualche tempo più tardi ricevette dal suo cliente un invito per il matrimonio, ma tutto si sarebbe aspettata tranne di vedere proiettati su uno schermo gigante, in una sala gremita di ospiti, i video da lei girati.
I media locali non raccontano se infine il matrimonio abbia avuto lo stesso luogo e il futuro sposo si sia accontentato di umiliare la partner, per poi perdonarla. Potrebbe essere il giusto finale inaspettato per una vicenda già ricca di colpi di scena.
Fonte: huffingtonpost.it

domenica 8 ottobre 2017

Facebook attendibile per individuare l’autore di un reato.



    Nella mia attività di Investigatore Privato a Roma ho svolto migliaia di indagini in ambito privato, nel settore personale e in ambito familiare. 

Molto spesso mi è capitato, anche per svolgere indagini nell'ambito delle infedeltà coniugali, di effettuare ricerche in rete..come chiunque può effettuare.. e più, ne meno..

Quanti di noi nel corso della nostra vita non abbiamo cercato una persona su facebook? 

Quanti solo per semplice curiosità o mossi da gelosia hanno cercato un lui o una lei su facebook per capire chi sia e cosa fa. E chi non ha dato una "sbirciatina" per vedere le foto per poi condividerle o parlarne con amici/amiche? 

    A dire il vero anche io, come sicuramente molti dei miei colleghi Investigatori Privati faccio un uso molto frequente di Facebook, di Instagram e di altre piattaforme social al fine di reperire più informazioni utili per l'indagine. 

Ingenuamente e inavvertitamente le persone non badano alla mole di informazioni che metteno in rete. Basti pensare a quante persone comunicano al mondo intero su Facebook che partono per una vacanza e al loro ritorno si ritrovano con la casa svuotata per aver ricevuto una visita dei ladri. 

Quindi non mi sorprende affatto la sentenza della cassazione in merito alla attendibilità di facebook per individuare l'autore di un reato. 










Facebook attendibile per individuare l’autore di un reato.


La Cassazione, sentenza 45090 depositata oggi, sdogana il riconoscimento dell'imputato tramite Facebook affermando che esso è pienamente «attendibile». La Corte di appello di Milano ha ritenuto un uomo di origine straniera responsabile di concorso in rapina e porto d'armi. L'imputato ha proposto ricorso sostenendo, tra l'altro, che la motivazione «era del tutto carente ed illogica nella parte in cui i giudici di merito avevano ritenuto rituale e valida la propria identificazione effettuata mediante Facebook e senza alcun successivo riconoscimento», in tal modo non superando «i profili di incertezza e di ragionevole dubbio circa la individuazione dell'imputato». E successivamente, con memoria aggiuntiva, che «non poteva parlarsi di una ricognizione in senso tecnico in quanto non erano state rispettate le formalità di cui agli artt. 213 e 214 c.p.p».
Nel dichiarare il ricorso inammissibile, la Suprema corte ha sbrigativamente replicato che il giudice di secondo grado «con motivazione esaustiva, logica, congrua e del tutto coerente» ha correttamente ritenuto che fosse stata raggiunta la prova della responsabilità dell'odierno imputato in ordine alla rapina contestatagli «sulla base della annotazione della Polizia di Desio» e «della individuazione operata dalla persona offesa, ritenuta pienamente genuina ed attendibile».

Fonte: ilsole24ore.com


Cassazione: su Facebook si può individuare l'autore di un reato.

Per la Suprema Corte il riconoscimento dell'imputato tramite Facebook è pienamente attendibile.

di Marina Crisafi - Su Facebook si può individuare l'autore di un reato. Lo ha affermato la Cassazione, con una sentenza di poche ore fa (n. 45090/2017 sotto allegata), ritenendo pienamente "attendibile" il riconoscimento di un imputato tramite il social network.

La vicenda

L'uomo, condannato in appello per concorso in rapina e porto d'armi, ricorreva per Cassazione, lamentando che la motivazione era "del tutto carente ed illogica nella parte in cui i giudici di merito avevano ritenuto rituale e valida la propria identificazione effettuata mediante Facebook e senza alcun successivo riconoscimento – con la conseguenza che non erano stati superati "i profili di incertezza e di ragionevole dubbio circa la individuazione dell'imputato". Precisava, inoltre, che "non poteva parlarsi di una ricognizione in senso tecnico in quanto non erano state rispettate le formalità di cui agli artt. 213 e 214 c.p.p".

Facebook: individuazione reo pienamente attendibile

Per gli Ermellini il ricorso è inammissibile. Innanzitutto, perché ripropone censure già prospettate con i motivi di appello e sulle quali la corte territoriale ha esaurientemente risposto "con motivazione esaustiva, logica, congrua e del tutto coerente". Correttamente, infatti, la corte ha ritenuto "raggiunta la prova della responsabilità dell'odierno imputato in ordine alla rapina contestatagli" sulla base dell'annotazione della polizia e "dell'individuazione operata dalla persona offesa, ritenuta pienamente genuina ed attendibile".
Fonte: studiocataldi.it







martedì 5 settembre 2017

Sesso e tradimento, l'esperta: come riconoscere gli uomini fedifraghi.


     In oltre 20 anni di carriera come Investigatore Privato, specializzato nelle indagini su infedeltà, posso tranquillamente dire di "averne viste tante"..     

     Gli studi, così come le statistiche, si sà che possono dare un orientamento, ma che spesso differiscono dalla realtà. 

Questo articolo, a mio giudizio, è ben fatto, molto discorsivo e spiega bene nel dettaglio tutta una serie di caratteristiche e pecugliarità di un "rapporto sospetto". 

Il chè non significa necessariamente che il Vostro patner, che sia un lui o una lei, vi tradisca, ma semplicemente che ci sono dei segnali che potrebbero farvi aprire un pò gli occhi. Perchè si sà, quando si è innamorati determinate cose non si vedono, nenache se il tutto ti viene fatto sotto il proprio naso. L'Amore è anche questo. 

Del resto le aspettative sono sempre personali ed è per questo che, a mio giudizio, dato dall'esperienza di oltre 20 anni di attività nel campo delle Investigazioni Private, con oltre migliaia di casi di Infedeltà alle spalle, mi sento di dire che in realtà le categorie di "fedigrafi" sono due: 
-              gli occasionali
-              i seriali

I primi, e mi riferisco agli "occasionali", sono quelli più difficili da scoprire. Perchè magari in tutta la durata della Vostra storia vi hanno tradito solo una volta, per "N" ragioni che sfuggono al Vostro e al loro pensiero, ma che magari vi hanno fatto venire un dubbio, un sospetto. E che prima di affidarVi ad un Investigatore Privato, lo avete fatto pedinare, controllare da amici o parenti senza riuscire a trovare e a scoprire nulla. 
Il problema è che probabilmente anche un bravo e formidabile Investigatore Privato non riuscirà a trovare nulla, a meno che non si prenda in esame un periodo di  tempo, congruo ai fini dell'indagine, ma significativo al punto di riuscire a documentare l'effetivo coinvolgimento dell'OCCASIONALE in una relazione extraconiugale.

I secondi invece, i cosidetti "seriali", sono quelli che a mio giudizio possono tranquillamente vivere anche più storie contemporaneamente. 
Con la differenza che a differenza del primo caso, il loro coinvolgimento sentimentale è più marcato e non più dettato solo e unicamente da un fattore di fisicità e attraenza. 
E forse questo tipo di tradimento è quello che ferisce di più la persona coinvolta. Perchè un conto è giustificare il tradimento occasionale dovuto ad una cosidetta "notte e via", un conto è giustificare chi invece si è fatto proprio una seconda vita, una seconda famiglia magari con altri figli. 
Ai fini puramente professionali, posso dire che questo tipo di casi, sono quelli che presentano meno incognite e problematiche dal punto di vista dell'indagine, non che il lavoro sia più semplice ma semplicemente che le probabilità di successo sia maggiori.
Tornando all'articolo, come ho detto prima trovo che sia ben fatto, soprattutto in merito a sviluppi emotivi e a dettagli comportamentali specifici che possono manifestarsi durante un rapporto.
 Buona lettura







LA PACCHIA È FINITA

Sesso e tradimento, l'esperta: come riconoscere gli uomini fedifraghi.




Le corna, si sa, non piacciono a nessuno, sono deludenti per gli uomini e le donne, minano la fiducia reciproca, e sono tuttora una sorpresa criticabile.
«Mi tradiva e non lo sapevo, non ne avevo avuto sentore, perché non avevo avvertito nessun segno premonitore, nessun sospetto e per me è stato uno shock». Quante volte abbiamo ascoltato annoiati queste parole da un una amica o un amico in lacrime per una amante di troppo, eppure un tradimento non arriva mai all’improvviso, perché i segnali di infedeltà sono forti e chiari, e sono proprio quelli che all’inizio si evitano di cogliere, che sono evidenti ma non si vogliono vedere, che si preferisce rimuovere, banalizzare con superficialità, come fossero insignificanti, fino a che non emergono limpidi e non possono più essere ignorati.
In luglio, sulla prima pagina del Daily Mail, è stato pubblicato uno studio sull’infedeltà della psicoterapeuta Louanne Ward, un lavoro molto accurato ed anche divertente, nel quale sono stati analizzati i segnali e gli atteggiamenti dei fedifraghi, quelli che rivelano una relazione clandestina sul nascere, già in atto o appena conclusa, che molte donne o uomini non vogliono appunto vedere, che non percepiscono e banalizzano, ma che quando appaiono chiari suscitano sempre dolore, insieme ad un incomprensibile ed ingenuo stupore.
Naturalmente questa inchiesta si riferisce ai due generi, ma è rivolta soprattutto alle donne, quelle che sono le ultime a sapere ed a scoprire la relazione del marito, anche se pare che siano loro a tradire in misura maggiore e con più precauzioni.
Lo studio divide i fedifraghi in tre categorie: accidentale, occasionale e seriale.
NON VUOLE FERIRE
Il traditore accidentale è quello che vi vuole bene, che non vuole mai ferirvi, che è convinto di amarvi ma non sa più se è innamorato. Ma è soprattutto quello più palese, più trasparente, che vi farà capire subito la sua intenzione, cominciandovi a parlare di una nuova persona conosciuta, infilandola sempre in ogni discorso ed occasione, finché a voi sorgerà qualche dubbio. Ma non preoccupatevi, perché non ha ancora commesso il crimine altrimenti non la menzionerebbe. Man mano che l’attrazione e la frequentazione aumenteranno, infatti, lui parlerà di quella donna sempre meno, fino a quando lei sparirà completamente dalla conversazione, e lui comincerà ad assentarsi di più, tra cene, appuntamenti e viaggi di lavoro, dai quali tornerà a casa stanco e sfinito, ma, per il senso di colpa, con voi sarà gentile e di ottimo umore, vi porterà a cena in un posto carino dove non farete una buona conversazione, perché si parlerà solo del più e del meno. Voi vi consolerete notando che gli è tornato il sorriso di un tempo, ma non avrete più le sue confidenze, non troverete più il suo cellulare in giro per casa, perché lo avrà sempre addosso, sovente anche mentre è in bagno, dal quale uscirà senza scaricare il water, perché lo avrà usato solo per sedersi a telefonare o messaggiare di nascosto. Inoltre, prima di rientrare a casa comunque si assicurerà di aver cancellato sms e foto, chiuso app, mail e social e magari vi inviterà a controllarlo se insistete sull’argomento, tanto per rassicurarvi.
NON SI INNAMORA
Il traditore occasionale è quello che tradisce una volta ogni tanto, quando è lontano dalla sua routine. Con voi diventerà meno comunicativo e meno confidente, giustificando il suo atteggiamento con lo stress lavorativo, e continuerà a dirvi ti amo, ma senza alcun sentimento. Non risponderà a diverse chiamate in vostra presenza, ma vi telefonerà più volte al giorno, per sapere dove siete e per evitare il rischio di incontrarvi all’improvviso, ed anche lui, come il traditore accidentale, prova un senso di colpa, che colmerà con qualche regalino, ma spesso quando gli parlate lui vi guarda e non vi ascolta, la sua mente è altrove e se gli chiedete se va tutto bene lui risponde: «certo, perché? non c’è niente che non va». L’occasionale comunque si invaghisce dell’altra persona, non se ne innamora, anche se crede di esserlo, perché ha il terrore di perdervi, non sopporterebbe il vostro abbandono, ne soffrirebbe, per cui è molto attento a nascondere le sue debolezze. Però sarà sempre rasato alla perfezione, profumato, più attento ed elegante nel vestire, lamentandosi se qualche camicia non è stirata a dovere o se non trova la sua cravatta preferita. Continuerà a fare sesso con voi se voi prenderete l’iniziativa, ma senza passione, in modo diverso e sbrigativo, e sempre più di rado.
DIFFICILE DA STANARE
Il traditore seriale è l’uomo che è sempre stato infedele, anche quando lo avete conosciuto. È il classico traditore occasionale che ci ha preso gusto, e non vuole più rinunciare a quell’adrenalina e quel senso di onnipotenza della conquista femminile, ed evita l’innamoramento come la peste. Si invaghisce in continuazione, ed ha relazioni multiple, quindi acquisisce una memoria poderosa per tenere a mente tutte le scuse e bugie espresse che recita con sfrontata naturalezza su vari fronti. È difficile stanarlo perché essendo un professionista dell’infedeltà, ha imparato bene la sua arte. È un bugiardo seriale che ha una spiegazione su tutto, che inventa ed improvvisa con candida sincerità, che gli viene spontanea e naturale, anzi, sorridendo e ridicolizzando la vostra gelosia e i vostri dubbi. E poi, uffa, vi ricorda di aver già avuto una ex, troppo gelosa e ossessiva, e mette le mani avanti dicendo di non voler più vivere l’incubo di una relazione morbosa ed esclusiva, restando sulla difensiva quando gli chiedete dove è stato e con chi, cosa che produrrà la sua solita menzogna, candida come fosse verità assoluta, e vi convincerà che qualunque sospetto è solo frutto della vostra fantasia, che sbagliate solo a pensarlo, e che con le vostre insicurezze state rovinando il rapporto. È comunque un mentitore rassicurante, farà sesso con voi in modo automatico e senza amore, abituato com’è a destreggiarsi nelle diverse situazioni, che vuole mantenere tutte, nessuna esclusa, per sentirsi sempre desiderato, ricercato ed evitare il rischio di annoiarsi.
La semplicità comunicativa degli uomini si riflette, oltre che nel comportamento, soprattutto sul fronte verbale, e quello che dicono in genere non ha il retro pensiero tipico femminile, quando mentono lo si capisce al volo, perché la donna che hanno davanti è in grado di decodificare le loro parole, la mimica del viso, la smorfia del sorriso, lo sguardo velato e la tonalità di voce. Le donne invece hanno una comunicazione verbale e non verbale, cioè si esprimono con la parola e con il corpo, hanno una emotività più sviluppata di quella maschile, una sensibilità più elevata, e se racconti loro una bugia, loro ci credono se decidono di crederci, oppure se vi hanno già perdonato, altrimenti una donna non la inganni mai. L’uomo per un po’ si illude di avervi convinte, si tranquillizza senza interpretare i vostri silenzi, i vostri sentimenti, il significato delle vostre domande, e sottovalutando la profondità del vostro intuito. E comunque gli uomini negano, negano sempre, di fronte a qualunque evidenza trovano una giustificazione, a volte valida e a volte puerile, ma comunque lo fanno male, con quell’imbarazzo e quel lieve disagio che traspare, che non sanno celare e che invece le donne non mostrano mai.
Insomma, lo studio succitato conclude che il tradimento, se si vuole, è molto facile da scoprire, insorge con chiari sintomi premonitori e logici già dall’inizio, ma anche se accidentale, occasionale o seriale, è difficilissimo farlo confessare, a meno che non venga preso per le corna in flagrante. Termini questi, oggi diventati noiosi ed obsoleti, come l’adulterio, ormai scomparso anche nelle carte delle separazioni legali, ma che resta impresso nella memoria della mente come un oltraggio, e in quella del cuore come una delusione profonda. Che brucerà e resterà indelebile in chi ancora insegue il sentimento dell’amore esclusivo.
di Melania Rizzoli

Fonte: liberoquotidiano.it

venerdì 1 settembre 2017

Efe Bal: “Il mese di agosto? Una meraviglia per chi si prostituisce. Ma il nostro lavoro ha bisogno di essere riconosciuto”





Indubbiamente per noi Investigatori Privati i mesi estivi sono particolarmente caldi dal punto di vista lavorativo. Anche se gli ultimi anni le abitudini delle coppie stanno piano piano mutando, ciò che scrive nell'intervista la transessuale Efe Bal è corretto.

Generalmente sono molte le famiglie che non riescono a condividere e a passare tutto quanto il tempo insieme, vuoi per motivi di lavoro o per i bambini, per via della chiusura delle scuole. 

Infatti nel corso della mia carriera, ultra ventennale, da Investigatore Privato, mi è capitato spesso di verificare i sospetti, di infedeltà coniugali, mogli che si trovano in vacanza a casa al mare con i bambini, con i rispettivi mariti che sono al lavoro e che fanno la spola o giornalmente o soltanto i fine settimana. 

E si sa, a pensar male si fa peccato ma spesso si ha ragione, e tantissime mie clienti avevano ragione. 

Ad onor del vero va detto anche che sono stati tantissimi i mariti che si sono rivolti alla nostra Agenzia Investigativa per i motivi opposti, ovvero far controllare le rispettive mogli che si trovavano in vacanza mentre loro erano impegnati con il lavoro.


L'articolo della transessuale Efe Bal, mio avviso, quindi è condivisibile solo in parte, in quanto non tiene conto che la prostituzone maschile non è cosi documentata e pubblicizzata e soprattutto perchè, generalmente le donne tradiscono con il cuore.




Efe Bal: “Il mese di agosto? Una meraviglia per chi si prostituisce. Ma il nostro lavoro ha bisogno di essere riconosciuto”




A parlare così ai microfoni di Radio Cusano Campus è la transessuale Efe Bal. Nel suo intervento, ripreso da Dagospia, la bella Efe ha raccontato di come agosto sia un mese d'oro per la prostituzione e ha ripreso poi un tema a lei caro

Per chi fa il mio lavoro, il mese di agosto è una meraviglia“. A parlare così ai microfoni di Radio Cusano Campus è la transessuale Efe Bal. Nel suo intervento, ripreso da Dagospia, la bella Efe ha raccontato di come agosto sia un mese d’oro per la prostituzione: “Ho lavorato tutto agosto, sono andata in vacanza solo quattro giorni a Londra. Ho lavorato molto bene. Invece a settembre quando gli italiani ritornano dalle vacanze c’è un momento di calma piatta, finiscono i soldi, cominciano le scuole, tornano a lavorare, gli uomini entrano in depressione, pensano di meno al sesso. Settembre non va quasi mai molto bene, i padri di famiglia devono ricominciare la loro vita quotidiana. Ad agosto invece si lavora da Dio, gli uomini sono sempre a caccia, mandano le mogli al mare e loro restando in città cercano compagnia. Le prostitute lavorano tantissimo ad agosto. A settembre di meno“.
Efe ha affrontato anche un tema che le sta molto a cuore da tempo: “In questa estate si è sentito troppo spesso parlare di prostitute aggredite. E’ vergognoso. Ci devono riconoscere dei diritti sociali, devono darci un nome, riconoscere il nostro lavoro. Il nostro lavoro è particolare, bisogna fare un controllo, una pulizia, vedere chi davvero fa la prostituta e chi invece delinque e crea pericoli e problemi ai clienti”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

mercoledì 23 agosto 2017

Milano, investigatore sorprende gli amanti in flagrante e viene aggredito.



In tanti anni di attività da Investigatore Privato, oltre venti,  mi è capitato raramente di essere scoperto dalla persona che stavo pedinando. E tutte le volte che è capitato è perchè il Committente (la persona che mi ha affidato l'Incarico Investigativo), principalmente le mogli, non ha retto lo stress e ha in qualche modo fatto trapelare dettagli sull'indagine per infedeltà coniugale

Onestamente devo dire che non è affatto piacevole, perché non si sà mai come può reagire la persona scoperta. 

Ciò che è accaduto al collega è un fatto di una gravità disarmante, del resto siamo persone che stanno svolgendo semplicemente un lavoro, una professione. Una professione  quella dell'Investigatore Privato,  che per lo più ci fa interagire con l'intimità della coppia e delle famiglie ed è per questo che l'esperienza gioca un ruolo importante, soprattuto quando si devono dare e far visionare prove inerenti l'infedeltà del proprio coniuge.

E' necessario avere sensibilità e tatto per confrontarsi con il Committente, alla fine delle indagini, per comunicargli i risultati. E' un momento stremamente delicato in cui bisogna cercare, sdrammatizzando, di comunicare le "brutte notizie", cercando, pur rimanendo ovviamente nella realtà dei fatti, ma sminuendoli, facendoli vedere da un altro punto di vista, più leggero.


Mi spiego meglio: sarebbe fin troppo semplice, come fanno tanti imbecilli di "colleghi", che mi perdoneranno la parola "colleghi", far vedere le nozie raccolte magari su maxi schermi in ufficio, magari enfattizzando le foto e/o i filmati. Il Cliente in questo modo si "carica", si sente umiliato e, anche se sul momento dice che "sono le prove che voleva", c'è il forte rischio che vada a casa e "faccia una tragedia"..

Quindi a mio avviso sono necessarie due caratteristiche molto rare nella categoria: sensibilità e professionalità..

Comunque spero di non dovermi mai confrontare con persone cosi violente e naturalmente non posso fare altro che essere solidale con il Collega e augurargli una pronta e veloce guarigione.

 Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma





Milano, investigatore sorprende gli amanti in flagrante e viene aggredito.







E' stato ingaggiato da un marito geloso per pedinare la moglie infedele. Lui, un investigatore privato, ha seguito la donna da Milano, dove la coppia vive, fino alla frazione Geromina di Treviglio, e l'ha colta in flagrante. La signora ha incontrato il presunto amante e si è appartata in auto insieme a lui. I due, però, si sono accorti di essere osservati. Hanno visto l'investigatore mentre li riprendeva con una fotocamera e non l'hanno presa bene. Sono scesi dalla macchina e hanno raggiunto l'uomo. Poi, lo hanno malmenato con una spranga, minacciato con un coltello e gli hanno rubato la macchina fotografica.

L'investigatore, 55 anni, di Milano, non ha rivelato l'identità del suo cliente e ha avvisato un collega che ha chiamato la polizia. Gli amanti - 44 anni, bergamasca e residente a Milano, lei; 43 anni, svizzero, lui - sono stati denunciati rapina e lesioni. L'investigatore è stato portato al pronto soccorso, dove i medici gli hanno diagnosticato ferite guaribili in 20 giorni di prognosi.




sabato 12 agosto 2017

Finto cliente per controllare il dipendente: si può?


Buongiorno.

     Da oltre vent'anni mi occupo di Investigazioni Private e ultimamente, inteso come negli ultimi 5/7 anni, si sta diffondendo sempre di più l'utilizzo investigativo nell'ambito commerciale.

Non che prima non si facesse, ma sta cambiando il "livello", infatti anni fà era appannaggio per lo più di grandi aziende con molti dipendenti, mentre ultimamente semprè più anche da Clienti che magari hanno un negozio con pochi addetti.

Con questo mio breve articolo e prendendo spunto dalla pubblicazione, sotto riportata, a commento di ultime Sentenze, cercherò di fare chiarezza in questo ambito specifico:

Una volta per tutte cerchiamo di rispondere ad una domanda che spesso sia i dipendenti che i datori di lavoro ci pongono, soprattutto per cercare di togliere dei dubbi su ciò che realmente l' Investigatore Privato può e non può fare. Su ciò che si basa l'attività Investigativa e su quali possano essere le risultanze valide in sede giudiziaria che l'Investigatore Privato può relazionare.

L'articolo di seguito esposto risponde in maniera chiara e concisa, punto su punto, a tutti i quesiti che maggiormente ci vengono rivolti dai nostri clienti nella nostra Agenzia Investigativa.

L'infedeltà, che sia Aziendale o coniugale, viene trattata con una indagine volta al reperimento delle prove documentali, fotografiche e testimoniali, con lo scopo di relazionarle per poi eventualmente produrle in Tribunale.

Una cosa che non viene menzionata nell'articolo, perchè dovrebbe essere ovvia, ma che in realtà non lo è, è quella di affidarsi ad un Investigatore Privato con regolare licenza, Autorizzato dalla Prefettura. Purtroppo sono tanti gli abusivi che si professano Investigatori Privati che alla fine non hanno ne le competenze ne tanto meno posso produrre prove e indizi validi ai fini giudiziari da presentare in Tribunale.


 Affidarsi ad un professionista fa la differenza tra risolvere un problema o crearne degli altri, vista la materia spinosa e legalmente complessa.



Massimiliano Altobelli







Finto cliente per controllare il dipendente: si può?

In che modo e quando il datore di lavoro può controllare i dipendenti con investigatori privati e falsi clienti.



Lo Statuto dei lavoratori vieta all’azienda di controllare i dipendenti durante lo svolgimento delle loro mansioni: è infatti fuorilegge una verifica sulla qualità e tempestività della prestazione lavorativa. Tuttavia, a detta della Cassazione, è possibile spiare e pedinare i lavoratori attraverso investigatori privati e falsi clienti. Questo consente, in un certo senso, di superare il limite imposto dalla legge e verificare se il dipendente sta facendo il proprio dovere o meno. Il controllo occulto potrebbe consistere anche nella creazione di un falso profilo Facebook al fine di verificare se lo stesso sta chattando o lavorando. Ma procediamo con ordine e vediamo in che modo il datore di lavoro può controllare i dipendenti.

Investigatori privati

Nessun dubbio esiste più sul fatto che l’azienda possa spiare il dipendente con l’investigatore privato. Quest’ultimo può pedinare il lavoratore al di fuori dell’azienda (fino all’uscio di casa), per smascherare eventuali bugie riferite al datore di lavoro: falsi certificati medici, permessi per assistenza a familiari invalidi (Legge 104) utilizzati invece per fini personali, attività di concorrenza, svolgimento parallelo di mansioni per altri datori, ecc.
Il controllo può avvenire anche per un prolungato lasso di tempo Cass. sent. n. 14454/2017e non deve necessariamente limitarsi a sporadici episodi.
Inoltre, per poter pedinare il dipendente sospettato di infedeltà, non c’è bisogno che il lavoratore sia già stato sorpreso nell’atto di svolgere un precedente illecito dello stesso tipo, ma possono essere eseguiti anche in via preventiva o sulla base di semplici sospetti.
La prova sarà costituita dalle stesse dichiarazioni testimoniali dell’investigatore. Il report del detective non ha valore documentale; lo possono avere le fotografie, salvo che vengano adeguatamente contestate dal dipendente.
Affinché l’utilizzo dell’investigatore sia legittimo è necessario che:
ñil controllo sia svolto mediante modalità non eccessivamente invasive, rispettose della libertà e dignità dei dipendenti e, comunque, improntate al rispetto dei principi di correttezza e buona fede;
ñla finalità del controllo non sia quella di verificare la qualità e la prestazione lavorativa del lavoratore, ma impedire che questi compia illeciti; ciò in quanto le condotte penalmente rilevanti, o comunque illecite, poste in essere dal dipendente esulano dall’attività lavorativa in senso stretto.

Il falso cliente

Il datore di lavoro può sottoporre a controlli il dipendente anche valendosi di un falso cliente. Si pensi a una persona che finga di essere interessata all’acquisto di un prodotto al solo scopo di controllare se il dipendente emette lo scontrino, se indirizza la clientela verso altri esercizi commerciali, se discredita i prodotti in vendita, ecc. In questo caso l’attività di controllo del finto cliente si può spingere anche all’interno del posto di lavoro.
Affinché tuttavia sia possibile controllare un dipendente con un falso cliente è necessario che vengano rispettati determinati limiti:
ñl’investigatore non può essere ingaggiato dall’azienda per verificare l’adempimento della prestazione lavorativa da parte del dipendente; può solo verificare eventuali illeciti del dipendente stesso che possono avere un impatto sul patrimonio aziendale;
ñl’investigatore può fingersi un normale cliente a condizione che si limiti a presentare alla cassa la merce acquistata pagandone il relativo prezzo o a compiere le normali attività che ci si potrebbe aspettare da un cliente. L’investigatore non può invece “istigare”, non può cioè porre manovre volte a indurre in errore il lavoratore o a suggerirgli eventuali comportamenti illegittimi al fine di verificare se questi “cade in tentazione”;
ñi controlli sono legittimi purché siano stati ripetuti per un lasso di tempo congruo e non quindi limitati a un solo episodio che potrebbe non essere significativo.

Il falso contatto su Facebook

Secondo la Cassazione [Cass. sent. n. 10955/2015 ], il datore può creare un falso profilo Facebook per «riscontrare e sanzionare un comportamento idoneo a ledere il patrimonio aziendale» e non per controllare «l’attività lavorativa più propriamente detta». Così è legittimo l’impiego di un contatto fake per vedere se il dipendente lavora o si trastulla chattando con il profilo di una bella ragazza. Il che può addirittura portare a un licenziamento per giusta causa. Sono ammissibili – dice la corte – i «controlli difensivi occulti» anche ad opera di personale estraneo all’azienda – come appunto gli investigatori privati – solo se volti ad accertare comportamenti illeciti diversi dal semplice inadempimento della prestazione lavorativa, sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Il controllo non può comunque assumere modalità eccessivamente invasive e deve pur sempre rispettare le garanzie di libertà e dignità dei dipendenti.
Fonte: www.laleggepertutti.it