lunedì 12 giugno 2017

Tradimento e lavoro: ecco le 10 professioni che portano a tradire con più facilità.


..è già.. è proprio così..


In oltre venti anni di carriera come Investigatore Privato a Roma, specializzato nel settore delle indagini per privati (infedeltà, minori, lavori non dichiarati, frequentazioni minori, ecc.ecc,) posso confermare quanto detto nell'articolo che riporto di seguito. 

Magari le mie statistiche possono essere diverse in quanto rilevate "solo" dalle persone che si sono rivolte a me per risolvere i loro problemi ed avere le prove dei loro dubbi..

Ecco è proprio in queste parole che possiamo riassumere, mio avviso, la professione dell' Investigatore Privato: ..portare alle persone le prove dei loro dubbi!! 

Che è molto diverso dal rispettare le aspettative.. 

Cioè io porto al mio Cliente "uno spaccato della realtà", descritto senza pregiudizi positivi o negativi, anzi correlato da centinaia di fotografie che andranno a comprovare e confermare quello che poi viene "relazionato".

Per tornare all'articolo riportato che mi ha dato lo spunto per scrivere queste mie "osservazioni", posso certamente riferire che, dal mio specifico punto di vista professionale, esistono "tradimenti" e di conseguenza "traditori" più difficili (ma assolutamente non impossibili) da individuare, proprio per la professione che svolgono.

Ad esempio: in migliaia di casi che ho effettuato è stato più complesso di altri, accertare il tradimento di chi, ad esempio, svolge la professione di tassista; infatti sono soliti, proprio per il loro lavoro, fare chilometri e chilometri al giorno nei posti più distanti della città.
Sono un problema gli autotrasportatori in quanto si "rischia" di doverli "controllare" in tutta italia, proprio per il lavoro che fanno.

Insomma posso riferire che tutte le persone che per lavoro si spostano molto, sono più complesse da "beccare" rispetto a persone che hanno a loro disposizione poche ore libere e quindi "libertà più moderata" rispetto alle altre.

Però "ogni caso è a sé" con le sue complessità specifiche, difficoltà, ma in ogni caso tranquillamente risolvibile.

Come diceva un mio amico: ..siamo mestieranti..le problematiche dei casi si affrontano e si risolvono.. 

Caso risolto, prove consegnate al Committente passiamo al prossimo..

Il caso più interessante degli oltre cinquemila effettuati e proprio il prossimo..quello che dovrò ancora affrontare.. è questa la mia filosofia.

Grazie.






Tradimento e lavoro: ecco le 10 professioni che portano a tradire con più facilità.


Ecco le 10 le professioni che portano a tradire con più facilità: anche voi siete dei professionisti a rischio?






Il tradimento in ufficio è un classico: non c'è ufficio dove non si siamo consumate storie di sesso con colleghi, calde infedeltà, flirt extraconiugali. Non c'è fotocopiatrice che non abbia immortalato chiappe appoggiate nude, non c'è scrivania su cui non si sia consumato sopra o sotto una qualsiasi forma di accoppiamento. "Ah! Se quelle scrivanie potessero parlare!", in realtà non lo fanno loro ma i dati, quelli raccolti da Gleeden per stilare la classifica delle 10 professioni a più alto rischio tradimento . Volete scoprire quali sono gli impieghi a più alto tasso di sesso in ufficio? Vediamo se il vostro curriculum è tra queste:
Imprenditore e segretaria: tra gli uomini i liberi professionisti con un'attività estremamente coinvolgente dal punto di vista del marketing si vendono bene anche sessualmente. Idem le segretarie o le assistenti. È questa professione declinata al femminile che raccoglie il top dei tradimenti in ufficio. Il lavoro li mette vicini, il sesso anche.
Il medico e libera professionista: sarà colpa di Gray's Anatomy, sarà il Dottor House, sarà che il maschio con lo stetoscopio al collo fa figo, ma tant'è, si piazzano al secondo posto della classifica dei tradimento sul lavoro. Dice "si spogli signorina" alle libere professioniste. Nel mondo femminile infatti sono loro e la loro indipendenza economica e mentale, che le fa arrivare al secondo posto delle corna da ufficio.
Libero professionista e la negoziante. La strana coppia del terzo posto delinea i tratti di un'attività indipendente da entrambi i lati: lui magari con un po' meno disponibilità economica del medico, lei con meno libertà d'azione di una consulente, ma vuoi mettere quante persone incontri da dietro un bancone?
L'Imprenditrice e il negoziante – ruoli ribaltati in classifica. La donna in carriera si ferma un po' di più per shopping e mette nel sacchetto (o nel sacco) anche lui.
Avvocata e l'agente di commercio: non so cosa possano dirsi, ma stanno entrambi al 5° posto della classifica. Si incontreranno? Si accoppieranno? Fatto sta che fanno gli stessi numeri.
Ingegnere e l'architetta: tra laureati ci si capisce e va a finire che tra una chiacchiera e una consulenza i due si capiscono. Sesto posto per queste due professioni che hanno qualche punto in comune: costruiscono storie di corna.
Estetista e impiegato della pubblica amministrazione. Settimo posto per lo strano duo: si amano tra le scartoffie? O si amano durante la depilazione? Mah! Intanto mettono corna anche loro.
Infermiera e Agente delle forze dell'ordine. Ammettiamolo: un cliché dei giochi di ruolo! Ottavo posto per loro tra le professioni che tradiscono di più.
Casalinga e avvocato: sono tra i più fedeli, si piazzano al nono posto tra le professioni. La casalinga con una bassa opportunità di indipendenza tradisce meno, come l'avvocato, magari perché sa cosa rischia se viene beccato.
Manager donna e architetto. Sono i quasi fedelissimi. Si vede che le donne abituate a comandare hanno poco tempo o poca voglia di trovare la soddisfazione altrove, mentre chi è abituato a progettare e costruire, pianta solide basi nelle relazioni. Decimo posto per loro.
In generale il 62% delle donne ha tradito il partner sul luogo di lavoro e il 56% degli uomini ha fatto lo stesso. Per il 57% degli uomini la grande tentazione è il viaggio di lavoro: lontani dagli occhi, lontani dal cuore. Mentre vale per il 52% delle signore.
Scommetto che avete visto nascere e morire grandi storie d'amore e tradimenti vari nei vostri uffici, e visto le percentuali è probabile che anche voi ne facciate parte.
Ammettiamo: il sesso in ufficio è un must. La vostra storia d'amore è nata tra risme di carta e stampanti?

Fonte:   DI VALENTINA MARA     14/05/2017 

http://www.elle.it/blog/news/a1474926063999/tradimento-in-ufficio-professioni-infedelta/

domenica 28 maggio 2017

Infedeltà coniugale. La propensione a tradire è maggiore in tempi di crisi economica



     Svolgendo la professione di Investigatore Privato a Roma dal 1995 ho visto, personalmente, come sono cambiate le "infedeltà coniugali" negli anni.. e concordo nell'analisi dell'articolo che riporto di seguito.

     Attualmente molte relazioni extra coniugali vengono vissute più come trasgressione che altro. Trasgressione dalla monotonia, dalla crisi ed in particolare la crisi economica e la diminuzione del potere di acquisto. 
    Anche prima in parte era così con la differenza che adesso è come se le persone vedessero, nella trasgressione di una relazione extra coniugale, l'unica possibilità che hanno di "sentirsi vive", di evadere.. e quindi si giocano "il tutto per tutto".

    Intendo dire che, usando un pò di buon senso, bisognerebbe pensare anche alle conseguenze che ne derivano dalla eventuale possibilità, non remota, di essere "beccati" dal coniuge.. le conseguenze, oltre che gravi a livello sentimentale perchè nella maggior parte dei casi creano fratture non sanabili, sono drammatiche anche nell'aspetto economico.

     Ma le persone non ci pensano, oppure lo reputano uno stimolo maggiore nel vivere la loro relazione di infedeltà coniugale.. dei debosciati praticamente....

    Quindi quando, come spesso accade, mi trovo davanti ad uno dei tanti motel nei dintorni di Roma, intento ad aspettare "la persona oggetto delle mie indagini" che esca in compagnia del suo amante per poterla fotografare.. mi accorgo che sono decine le coppie che, con fare furtivo, entrano ed escono.. 
mi chiedo, senza falzi moralismi, ma "debosciati" che non siete altro, non vi rendete conto che se vi beccano mandate all'aria matrimoni, drammi familiari, figli che soffrono, vite da "morti di fame" per anni?? mah..

    Eppure escono dal motel sorridenti e soddisfatti.. poi me li ritrovo in tribunale distrutti, che piangono, ridotti sul lastrico dalla separazione che, inevitabilmente, causa un dramma economico..

      Però questo è il mio lavoro, la mia professione.. io porto al mio Cliente "uno spaccato della realtà"..

     E quando si dice o si pensa che l'Investigatore Privato alla fine sia uno "spione".. si pensi pure che è stato incaricato da una persona che ha il diritto di sapere la verità e di non essere presa in giro.. vedrete che se provate a mettervi nei suoi panni, la prospettiva vi cambia opinione..







Infedeltà coniugale. La propensione a tradire è maggiore in tempi di crisi economica.




 Non è per la maggiore libertà di cui oggi si gode né tanto meno per i desideri di trasgressione che sono più sentiti: se la propensione al tradimento è sempre più elevata la colpa è tutta della crisi economica. A metterlo in evidenza è Incontri-ExtraConiugali.com, il sito più sicuro dove cercare un’avventura in totale discrezione e anonimato.
«In momenti di crisi come questi attuali, segnati da gravi disagi economici e sociali, la famiglia si ritrova costretta a fare delle rinunce e a cambiare stile di vita; così prima ancora dell’infedeltà sessuale arriva l’infedeltà finanziaria. Ed è solo dopo che la tensione e lo stress portano alla ricerca di un’evasione al di fuori della coppia o del matrimonio»spiega Alex Fantini, fondatore di Incontri-ExtraConiugali.com.
«L’infedeltà finanziaria pesa più di quella sessuale» aggiungono gli analisti di Incontri-ExtraConiugali.com. In questo lungo periodo di crisi economica, la maggior parte dei matrimoni vengono infatti rovinati da un tipo diverso di infedeltà, che non è quella sessuale o sentimentale, ma quella economica.
E a «tradire» sono soprattutto le donne, che tendono a nascondere al partner quelle spese che se venissero scoperte sarebbero oggetto di rimproveri e recriminazioni. «Così per giustificare un acquisto superfluo la maggior parte delle donne (52%) si inventa che il capo di abbigliamento in questione era in saldo o ad un prezzo stracciato. Mentre il 29% delle donne arriva anche a nascondere al partner il proprio estratto conto in molti casi procurandosi perfino un’altra carta di credito “sconosciuta” al loro uomo»racconta Alex Fantini.
Ma una cosa è nascondere l’acquisto di un nuovo reggiseno ed un’altra cosa è invece, come sempre più spesso accade, avere consistenti debiti tenuti nascosti al partner.
A sentire maggiormente il peso della crisi, secondo Incontri-ExtraConiugali.com, sono più gli uomini. «È proprio il sesso forte a cadere di fronte alla crisi economica in un stato di prostazione psicologica per cui la famiglia inizia ad essere vissuta come un peso»puntualizza Alex Fantini.
Molti uomini entrano in un vero e proprio stato di ansia e di depressione. E per evadere da tutto ciò molti di loro cercano momenti di leggerezza che cancellino, anche se per poco, il peso dei pensieri e delle preoccupazioni. Il tradimento diventa così l’unica via d’uscita dal senso di monotonia e di oppressione: un nuovo stimolo, facile, veloce e sicuro, soprattutto se per cercare l’amante si ricorre a Incontri-ExtraConiugali.com.
Un dato è ormai certo: la crisi economica sta lasciando un marchio sempre più indelibile sullo stile di vita degli italiani. Secondo i dati raccolti ed elaborati da Incontri-ExtraConiugali.com il 42% delle coppie pensa infatti che l’infedeltà finanziaria possa essere causa di divorzio ed il 28 per cento delle coppie ha effettivamente divorziato oppure si è separato a causa di ciò.
«In un’epoca di instabilità e di incertezza economica come la nostra, l’infedeltà finanziaria ha come conseguenza un crollo della fiducia nella coppia superiore all’infedeltà sessuale»conclude Alex Fantini. Una situazione ormai molto diffusa: nell’85% delle coppie si verifica una qualche forma di “infedeltà finanziaria”. Dalle “bugie veniali” della moglie che compra di nascosto un capo di abbigliamento per poi dire al marito «l’avevo da tempo, ma l’ho indossato pochissimo» si passa ai coniugi che addirittura aprono nuovi conti correnti e si procurano nuove carte di credito per poi indebitarsi all’insaputa del partner.
Secondo Incontri-ExtraConiugali.com la bugia più frequente riguarda i contanti: il 60% dei coniugi nasconde dei soldi. Poi vengono le spese: il 58% ammette di aver compiuto segretamente qualche acquisto “poco costoso”, mentre il 19% ha nascosto acquisti importanti. Il 15% dice poi di avere una carta di credito “clandestina”, il 13% un conto corrente “clandestino” ed il 12% mente direttamente sull’importo del proprio stipendio.


Fonte: http://www.agenpress.it

sabato 22 aprile 2017

Porti l’amante in casa? È violazione di domicilio e si rischia il carcere


Che dire..

in oltre venti anni di professione come Investigatore Privato professionista, specializzato nelle indagini in ambito privato (dalle infedeltà coniugali, al lavoro non dichiarato dell' ex coniuge, al controllo dei minori, ecc., ecc.) come si può immaginare ne ho viste tante di situazioni di infedeltà, direi migliaia..

E' chiaro che ogni caso è a sé, con le sue particolarità specifiche..

Devo ammettere che le occasioni in cui un coniuge decide di "portare l'amante nell'abitazione coniugale" sono veramente rare; direi una decina su migliaia di casi di infedeltà coniugale svolti..

Certo che, a mio parere, il coniuge che porta l'amante in casa approfittando dell'assenza dell'altro coniuge la fa "proprio grossa".. per non parlare della sfacciataggine dell'amante che è consapevole della situazione.. ma questa è un'altra storia..

Riassumo anni di esperienze vissute professionalmente in questo: 

l'infedeltà coniugale è già, ovviamente,  di per se una mancanza di rispetto nei confronti del proprio coniuge, però posso dire, da quello che ho avuto modo di vedere in tanti anni di attività, che si può dividere un vari gradi di "gravità": ovviamente un conto è tradire il proprio coniuge per un'avventura con una persona avvenuta in un contesto che non si ripeterà mai più e che non ha gli estremi per essere una relazione sentimentale, ma solo sessuale (esempio: una persona incontrata e frequentata per un'ora, magari un rapporto mercenario,  che non si vedrà e incontrerà mai più), ma sembra essere interpretata, ovviamente, come molto "più grave" una relazione intrapresa ad esempio con un'amica/o del proprio coniuge, un'amica/o di famiglia e per non parlare di un parente..

In sintesi: da quello che ho avuto modo di vedere dalle reazioni dei miei Clienti al momento che gli consegno le prove, anche fotografiche, di un'investigazione effettuata è che, considerando che è in ogni caso estremamente doloroso prendere atto di un tradimento del proprio/a coniuge, un conto è apprendere che "l'amante" è una persona sconosciuta e ben altro conto è apprendere che la "terza persona" è una cognata, un cognato, la migliore amica, il migliore amico..

A mio avviso a parità di delusione, il dolore e la reazione cambia..

Potrei continuare per ore, ma prima o poi mi deciderò a scrivere un libro.. ma questa è un'altra storia..



Porti l’amante in casa? È violazione di domicilio e si rischia il carcere.

Tempi bui per gli infedeli e soprattutto per gli amanti: rischia il carcere chi entra in casa senza il consenso del partner «tradito». Ecco perché.

Porti l'amante in casa? È violazione di domicilio e si rischia il carcere

Tempi bui per gli infedeli e soprattutto per gli amanti: rischia il carcere chi entra in casa senza il consenso del partner «tradito». Ecco perché.


L’amante scoperto in casa dal coniuge tradito è passibile di denuncia per violazione di domicilio e la pena prevista è il carcere fino a 3 anni.
A stabilirlo è stata la Corte d’Appello di Cagliari con sentenza del 21 novembre 1990; non si tratta di una novità ma è pur sempre un monito da tenere ben a mente nel caso di “personale inclinazione al tradimento”.
Sebbene l’infedeltà coniugale non sia più un reato, la giurisprudenza ha ancora un occhio di riguardo a quello che dovrebbe essere la base della relazione tra due coniugi. La fedeltà - o meglio sarebbe dire la sua mancanza - è ancora oggi tra le principali cause di divorzi. Ma quali sono le conseguenze legali per il coniuge infedele?

A dire il vero la giurisprudenza è abbastanza clemente nei confronti del coniuge infedele e la pena da scontare consiste nella maggior parte dei casi soltanto nell’addebito delle spese di separazione. Ma quali sono le conseguenze per l’amante scoperto in casa dal partner tradito?

Porti l’amante in casa? È violazione di domicilio e si rischia il carcere

La vicenda che ha portato alla pronuncia della Corte d’Appello di Cagliari nel lontano 1990, successiva ad una precedente sentenza della Cassazione, farà molto probabilmente sorridere i lettori, ma avrà fatto molto meno piacere all’amante scoperto in casa dal marito tradito.
Protagonisti della storia sono Angelo, marito di 32 anni e agente della polizia ferroviaria, la moglie Luisa di un anno più giovane, e il collega e amante di Luisa, giovane di 23 anni di nome Luigi che mai avrebbe immaginato di finire in carcere.

In una calda notte d’estate ad Oristano, Angelo, che già sospettava il tradimento della moglie, finge di partire per lavoro e di dover passare qualche giorno lontano da casa. Per cercare di confermare o smentire il sospetto di tradimento da parte della moglie, a notte fonda torna a casa accompagnato da due investigatori privati e la scena che si è trovato difronte deve essere stata tutt’altro che piacevole.
Luisa in vestaglia e il giovane Luigi con addosso soltanto i pantaloni; a nulla è servito cercare di giustificarsi con la scusa di una visita di cortesia o della temperatura estiva a motivare la nudità degli amanti; la storia di Angelo, Luisa e Luigi è finita in tribunale e ancora oggi terrorizza i coniugi infedeli e gli amanti.

L’amante che entra in casa commette reato di violazione di domicilio

Luigi, il giovane amante di 23 anni, è stato accusato di violazione di domicilio. Entrare in casa, seppur invitato dal partner ma all’insaputa del coniuge tradito, è un reato per il quale si rischiano fino a 3 anni di reclusione.
Secondo quanto disposto dall’art. 614 del Codice Penale:
“Chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione fino a tre anni.
Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l’espressa volontà di chi ha diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa.
La pena è da uno a cinque anni, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato.”
Tenuto conto del fatto che il marito tradito di certo non avrebbe mai espresso la approvazione a far entrare in casa l’amante della propria moglie per un incontro clandestino, il Pretore di Oristano, tenuto conto della sentenza della Corte di Cassazione pronunciata pochi giorni prima, ha condannato Luigi a 20 giorni di carcere e al pagamento di una multa di 500 euro a titolo di risarcimento del danno.

Cosa rischia il coniuge che tradisce?

Rischia molto meno dell’amante il marito o la moglie accusata di tradimento. In questo caso e qualora il tradimento sia imputato come causa principale del divorzio, il coniuge rischia l’addebito della separazione, ovvero sarebbe imputabile soltanto dal punto di vista civile.

Marito o moglie danneggiati dall’infedeltà del partner potrebbero inoltre richiedere il risarcimento del danno ma soltanto nel caso di lesione della propria reputazione a causa del comportamento del coniuge.
Insomma, il reato di infedeltà coniugale è stato dichiarato illegittimo nel lontano 1969, ma fare l’amante e tradire il proprio coniuge può ancora oggi portare a conseguenze non proprio piacevoli.

fonte: forexinfo.it

giovedì 16 febbraio 2017

Lui fa pedinare la moglie, lei picchia il detective


Che dire..

Svolgo la professione di Investigatore Privato da oltre vent'anni e, come si può immaginare, ne ho viste tante..
Questo episodio mi fa dispiacere per il collega, ma non mi meraviglia affatto. 

Purtroppo mi sono capitati anche a me, nel corso di molti anni di carriera, episodi simili.

Molti pensano che fa parte del lavoro di investigatore privato  dover subire similari ritorsioni in quanto l'attività investigativa porta a "farsi i fatti degli altri".. io la vedo in maniera diversa però..

La mia attività, svolta professionalmente, con tutte le autorizzazioni di polizia e nel pieno rispetto della Legge, consiste nel avere un incarico da un Cliente (il Committente), che necessariamente dovrà essere un avente diritto, per poi svolgere investigazioni per quest'ultimo per "far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria". 

Cosa vuol dire nell'esempio specifico e in caso di sospetta infedeltà? Vuol dire che se il mio Cliente ha un dubbio sulla fedeltà del proprio coniuge e mi conferisce incarico per ottenere le prove, possibilmente anche fotografiche oltre che relazionali..

Tutto semplice e anche superfluo da spiegare direte Voi, ma non tutti "affrontano la situazione con la dovuta razionalità", ovviamente mi riferisco alle persone che sono state "beccate"..

Ma la mia domanda, che pongo spesso ai miei Clienti, è la suguente:

MA SE UNA PERSONA DECIDE DI AVERE RAPPORTI EXTRA CONIUGALI CON UN'ALTRA E VIENE "PIZZICATA", LA COLPA E' DELL'INVESTIGATORE PRIVATO CHE HA SOLO FATTO IL LAVORO PER CUI E' STATO ASSUNTO, OPPURE E' SOLO LA SUA CHE E' UN INFEDELE??

La risposta può sembrare scontata ma non lo è. Nella maggior parte dei casi quando il mio Cliente si trova a mostrare le prove al suo coniuge, o da solo o attraverso il suo avvocato, iniziamo con la "solita giostrina"..: "mannaggia all'investigatore che ci ha fatto litigare", "questo maledetto ficcanaso", "lo spione", "rovina famiglie", e via con il resto..

Ma dico io..un esame di coscienza, a patto che la abbiano, le persone non se lo fatto mai..

Nel corso della mia carriera ventennale da Investigatore Privato ho risolto personalmente  migliaia di casi di infedeltà, ma siccome ho sempre relazionato i fatti, attenendomi solo a quelli, senza mai enfatizzarli, ne commentarli, ne sminuirli, ma ho solo presentato al Committente "uno spaccato della realtà", non ho nessun timore di dovermi confrontare con le parti contrarie. Preferirei nelle sedi opportune e cioè in Tribunale e non per strada..

Detto questo bisogna però confrontarci con la realtà e quindi, come mi è successo qualche giorno fa, con persona che mi chiamano al telefono dicendomi:"..bravo, sei proprio bravo a farti i ca##i degli altri.. auguri di lunga salute.."..che dire.. 
Che dire.. ho fatto solo professionalmente il mio lavoro e comunque.."ricambio con affetto"..

Ma nonostante tutto questo e, neanche a ripeterlo, svolgo la professione PIU' BELLA DEL MONDO..

Ciao a tutti.








Lui fa pedinare la moglie, lei picchia il detective






PISA. Credeva di incontrare una potenziale cliente. Si è ritrovato faccia a faccia con l'obiettivo dei pedinamenti commissionati da un altro cliente, quello vero, sospettoso del comportamento della moglie, prossima o quasi ex. Mai bersaglio di un investigatore privato fu più vicino di quello affrontato vis-à-vis dal professionista che sulla via Scornigiana è stato aggredito davanti a un bar. A scagliarsi contro il detective sono stati la compagna del cliente, che aveva chiesto all'investigatore di seguire la sua donna, e un amico di lei, non si sa se presente nel ruolo di amante o di semplice accompagnatore.
Di sicuro ci ha messo del suo nel sottolineare il concetto di scarso gradimento da parte della donna nell'avere alle costole un estraneo. Un chiarimento con il professionista che si è tradotto in una colluttazione a base di calci e pugni e qualche ammaccatura all'auto. Gli incerti del mestiere per chi si guadagna da vivere ficcando il naso nelle vite degli altri hanno preso forma nella tarda mattinata nella zona industriale di Ospedaletto.
Lui, vittima dell'ira della pedinata, è un detective privato con studio in Valdera, ma raggio d'azione extra-provinciale. Lei è una compagna irrequieta di chi è roso dalla gelosia. L'episodio è la tappa di una storia faticosa non si sa se chiusa o in via di esaurimento. Quello che è certo in quella che è o è stata la relazione i colpi di coda non sono metafore.
L'aggredito ha denunciato alla polizia l'attacco subìto in strada. E, dopo aver fornito l'identità della donna, ha indicato anche il modello e la targa dell'auto sulla quale la coppia si è allontanata dopo il confronto-scontro. Il detective ha spiegato agli investigatori in divisa come è nata la trappola in cui è caduto. Qualche giorno fa riceve una telefonata. «Vorrei incontrarla per darle un incarico» è la frase che apre le porte della fiducia del professionista. Concordano orario e luogo dell'incontro. Tarda mattinata di fronte a un bar in via Scornigiana, zona industriale di Ospedaletto, traffico intenso e, soprattutto, anonimo. L'investigatore privato si presenta e aspetta la potenziale cliente. La sorpresa cambia lo stato d'animo del detective. Da una Ford Focus scendono l'ex moglie del cliente. Lo stesso da cui aveva ricevuto l'incarico di pedinare la donna. L'evidenza di essere stato scoperto passa in secondo piano quando la ex e il suo amico si scagliano contro il professionista che, con offese e botte, viene informato di quanto siano disturbati dai pedinamenti o qualunque altra intrusione, anche a distanza, nella vita della ex del suo cliente. Pochi attimi di tensione, con mani alzate e posate sul corpo del detective e sulla sua auto. Quindi la fuga. In attesa della querela del detective malmenato.


Fonte: il tirreno.it    
http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2017/02/12/news/lui-fa-pedinare-la-moglie-lei-picchia-il-detective-1.14866181

giovedì 1 dicembre 2016

Era infedele con il marito: niente assegni!


..ultimamente è facile trovare in rete articoli e/o post in cui si afferma che le investigazioni private, in particolare quelle finalizzate all'accertare le infedeltà coniugali, non sembrano essere più necessarie in quanto non sono più motivo di addebito nel corso della causa per la separazione coniugale.. molte persone che incontro e molti colleghi infatti sostengono addirittura che questo ambito delle investigazioni abbia fatto il suo corso..

Io svolgo la professione di Investigatore Privato dal 1995 e sono specializzato prevalentemente proprio nel settore delle infedeltà e, a proposito di questo argomento, sono convinto che queste investigazioni non solo non hanno fatto il loro corso, bensì siano sempre più richieste.

Questo non solo alla luce di sentenze come, ad esempio quella che  riporto di seguito, ma anche perchè, a mio avviso, non terminerà mai la volontà delle persone ci capire, di conoscere, di avere la prova delle loro convinzioni.

Molti mi parlano di privacy e di svolgere la professione di "spione" o di "ficcanaso"..

Premesso che la Legge consente a persone autorizzante  (art. 134 e seg. del T.U.L.P.S.) dalla specifica Licenza rilasciata dalla Prefettura e dalla Questura di svolgere investigazioni per conto di privati per far valere e/o difendere un proprio diritto in sede giudizziaria, la professione quindi di Investigatore Privato!

Premesso questo, invito tutti coloro che pensano che effettuare investigazioni sia una sorta di "violazione della privacy altrui", a pensare di mettersi nella parte della persona tradita e di quello che prova avendo il dubbio, ma non le prove..

Mi spiego meglio: a mio avviso è un diritto di una persona avere le prove dell'eventuale infedeltà del proprio coniuge, sia per presentarle durante la causa di separazione, ma principalmente per non affrontare una separazione per "incompatibilità", quando invece si può dimostrare che la responsabilità è principalmente da addebitarsi  al coniuge e non della "compatibilità" tra i due..

Come in altri casi anche in questo l'argomento non può essere riassuntio in poche righe, ma andrebbe argomentato molto più approfonditamente specificando tutti i "pro" ed i "contro".

Grazie. 










Modena, era infedele con il marito: niente assegni 

La Corte d’Appello accoglie la richiesta dell'ex coniuge che impugna la sentenza del Tribunale civile di Modena: «La crisi coniugale sfociata nella separazione è nata con i suoi frequenti adulteri, anche con conoscenze occasionali in discoteca, Non c'entra il suo carattere dispotico: lei sapeva come si comportava. L'ex marito non le versi più assegni di mantenimento» 

MODENA. Il matrimonio finisce quando uno dei coniugi tradisce l’altro e in questo caso chi è responsabile dell’adulterio non ha diritto a un assegno di mantenimento. È il fulcro della sentenza emessa dalla Corte d’Appello civile di Bologna su ricorso di un ex marito modenese che ha impugnato al sentenza del Tribunale civile di Modena.

ASSEGNI ALLA EX MOGLIE. Il giudice di primo grado gli imponeva infatti di pagare, oltre all’assegno di mantenimento per i due figli e al 60% delle spese straordinarie, anche 200 euro al mese alla moglie che lo aveva tradito per un lungo periodo con uomini conosciuti anche occasionalmente davanti a una nota discoteca modenese. Ed è proprio questo aspetto - l’infedeltà coniugale - che i giudici dell’Appello prendono in seria considerazione accogliendo le ragioni del marito, scartando però tutte le sue altre richieste.
UN MARITO DISPOTICO. La vicenda è quella di una coppia che si mette assieme nel 1996 e oggi ha un figlio maggiorenne e uno adolescente. Lui ha un impiego fisso per il quale svolge un ruolo in cui si deve imporre con autorità. Lei ha un lavoro part time che le fa avere poche centinaia di euro al mese. Quando il marito torna a casa dal lavoro, si comporta in modo tirannico, dandole il minimo del denaro per gli acquisti, impartendo ordini a tutti a sua piena discrezione e senza appello.
QUEI FLIRT IN DISCOTECA. I rapporti tra coniugi diventano sempre più sbiaditi. La donna prende l’abitudine di dormire coi figli, insofferente del marito despota. Ma questo aspetto sgradevole non ha alcun peso sulle relazioni “parallele” instaurate dalla moglie, sottolineano i giudici dell’Appello. La questione infatti è ingarbugliata e grazie alla testimonianza di una donna che conosceva entrambi si riesce a sbrogliare la matassa. La moglie tiene infatti in piedi una relazione clandestina di un anno intero con lo stesso amante. Poi i due si lasciano e inizia a frequentare le discoteche. Lei aveva raccontato al giudice di primi grado di aver avuto due “storie” nate sulla pista da ballo del Mac2, ma dalla testimonianza risulta che le “storie” sono state molte di più. Risulta che per alcuni mesi davanti al locale modenese «aveva conosciuto altri uomini» e «aveva poi avuto rapporti sessuali con i ragazzi e gli uomini che conosceva in discoteca».
ADULTERIO E FINE DELLA COPPIA. Se per il giudice di Modena questa libertà di costumi della moglie non aveva così importanza perché si inseriva in una crisi già in corso, secondo i giudici di Appello non è così. Lei sapeva chi era suo marito, che era dispotico e avaro oltre che irascibile. La crisi tra loro, in realtà, è nata dopo, spiegano i giudici. Inoltre, secondo la Cassazione la frattura di una coppia può dipendere da una condizione di disaffezione al matrimonio di una sola delle due parti che renda incompatibile la convivenza. In questo caso, non esistono elementi “esterni” alla crisi tra loro che manifestassero un malessere così grave da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza.
È stata la reazione violenta del marito alla scoperta dei suoi rapporti sessuali con estranei a spingerla a chiedere la separazione. Ma secondo l’ordinamento della legge infischiarsene dell’obbligo della fedeltà coniugale costituisce
una violazione particolarmente grave e basta per addebitare la separazione al coniuge responsabile. Per questo, anche se è stata lei a chiedere la separazione, siccome ne è stata la causa, secondo i giudici non ha alcun diritto a un assegno di mantenimento.

Fonte: http://gazzettadimodena.gelocal.it

Autore: Carlo Gregori

domenica 11 settembre 2016

Infedeltà coniugale: è reato fingersi single per avere una relazione sentimentale.


Svolgendo la professione di Investigatore Privato a Roma da oltre 20 anni, ho seguito personalmente migliaia di indagini sulle infedeltà coniugali. 

Da quello che ho potuto constatare, mi pare essere molto comune la prassi "dell'uomo che racconta un'infinità di menzogne all'amante".. 

Affermo questo in quanto, in moltissime occasioni, quando ad ingaggiarmi è una Cliente con lo scopo di svolgere delle investigazioni finalizzate ad ottenere le prove dell'eventuale tradimento del coniuge, finisce che il marito, smascherato, tenti di scusarsi per rimanere in casa e fare l'estremo tentativo di rimettere "a posto le cose". 

Ma l'altra persona (l'amante) sentendosi "scaricata, mollata, abbandonata, ecc. dall'uomo che, in molti casi, pensava potesse diventare il suo futuro compagno di vita, disperata contatta la moglie e "vuota il sacco".. 

A questo punto, a detta delle Clienti, vengono alla luce le bugie più assurde come, ad esempio, che l'uomo aveva detto di non poter lasciare la moglie in quanto gravemente malata e in fin di vita, di non avere più rapporti sessuali da anni e anni, che aveva un rapporto "aperto" e quindi che la moglie sapeva tutto, di essere stato tradito dalla moglie decine di volte e si essere una vittima.. insomma, chi più ne ha più ne metta..

Detto questo e rifacendomi alla Sentenza della Cassazione sotto riportata, ritengo sia giustissimo essere un reato "fingersi single per avere una relazione" e quindi, di fatto, ingannare e illudere un'altra persona, che rimane "danneggiata"..

Basandomi su quanto vedo quotidianamente nell'ambito delle investigazioni per le infedeltà coniugali, posso tranquillamente affermare che sono sempre meno le persone che "giocano a carte scoperte" e sempre di più quelle "che vivono costantemente nella menzogna"..




Infedeltà coniugale: è reato fingersi single per avere una relazione sentimentale.









Milanese condannato per aver mentito sul proprio status coniugale allo scopo di intrattenere una relazione sentimentale.


La Corte di Cassazione, Sezione Quinta Penale, con Sentenza n. 34800 del 10 Agosto 2016, ha sancito che è reato far credere ad una donna di essere single o divorziato quando non è vero; l'imputazione che ne consegue non è quella di "bigamia" ma di "sostituzione di persona".
Secondo la Corte di Cassazione chi si attribuisce un falso stato coniugale (separato, divorziato o non legato da alcun matrimonio religioso) allo scopo di avviare una relazione sentimentale è responsabile del reato di sostituzione di persona punibile ai sensi dell'art. 494 del codice penale.  

Il fatto

Il fatto nasce nella periferia milanese dove un uomo, regolarmente sposato, avviava una relazione sentimentale con una donna del posto facendole credere di essere seriamente intenzionato nei suoi confronti. La ragazza, ignara della reale situazione, iniziava a frequentare l'uomo e, dopo un certo periodo di tempo, andava a convivere con lui. Iniziavano, così, ad abitare sotto lo stesso tetto ed a progettare un'unione stabile. A tal fine, iniziavano a frequentare un corso prematrimoniale presso una parrocchia milanese ove il promesso sposo riferiva al parroco di essere divorziato e di aver ottenuto l'annullamento del matrimonio religioso da parte del Tribunale della Sacra Rota.

Il colpo di scena

Poco dopo l'avvio della convivenza, il fidanzamento si interrompeva bruscamente quando la ragazza, che nel frattempo era rimasta incinta, insospettita dei continui rinvii delle nozze, scopriva che l'amato non solo era sposato ma, addirittura, non si era mai separato dalla prima moglie la quale, peraltro, aspettava anche lei un bambino.

L'epilogo 

La Corte di Cassazione, rifacendosi alla sentenza dei giudici milanesi che avevano condannato l'uomo per il reato di sostituzione di persona e non di bigamia, ha confermato la pronuncia. A nulla sono valse le rimostranze del finto single atte a far emergere che le nozze non si erano mai celebrate: la Corte ha puntualizzato che il reato di cui all'art. 649 c.p. si consuma nel momento in cui taluno induce l'altro in errore, a prescindere o meno che l'evento sia stato consumato.

fonte:   http://it.blastingnews.com

lunedì 14 marzo 2016

..20 anni di professione..


..20 anni di professione..



     Che dire.. non voglio dire che "sembra ieri", ma neanche ho la sensazione che siano passati così tanti anni..

     Quando ho iniziato, con passione, la professione di Investigatore Privato era il 1994 ed ero un collaboratore delle varie Agenzie Investigative note (all'ora) nella Capitale. 

In poche parole facevo la gavetta per come si intendeva all'ora: giravo con la moto tutto il giorno, non venivo pagato in quanto dovevo superare il "famoso" periodo di prova e, dopo mesi di km macinati e centinaia di ore di attesa in piedi, senza i mezzi e le comodità attuali, venivo "promosso" e potevo finalmente percepire i "le famigerate" Cinquemila Lire (5.000 Lire) l'ora. Non voglio pensare che adesso sarebbero circa 2,5 euro l'ora..
     Per essere pagati però dovevo portare a termine due/tre casi al giorno e se succedeva un problema, un imprevisto in uno dei casi, non si percepiva niente neanche per gli altri..

      Molti penseranno che sto fantasticando o raccontando balle, ma molti colleghi che hanno fatto la gavetta oltre 20 anni fa..sanno di cosa parlo..

     Poi finalmente, dopo aver "sputato sangue", sono riuscito ad ottenere la prima Licenza (art. 134 T.U.L.P.S.) dalla Prefettura di L'Aquila (che per questo rimarrà sempre nel mio cuore) e successivamente tutte le altre Licenze, per arrivare finalmente a quella rilasciata dalla Prefettura di Roma, che ho aspettato per 20 anni..

     Sempre per chi pensa a questa professione con le caratteristiche e le norme attuali, inviterei ad informarsi di quando esisteva motivazione "negata per il numero degli istituti già presenti, ecc, ecc.", che rendeva le Licenze "provinciali" quindi in grado di esercitare nel territorio della provincia della Prefettura che l'aveva rilasciata.. una lotta.. andiamo oltre..

     Adesso è cambiato quasi tutto.. solo la mia passione è rimasta la stessa..

     Sono passato dal lavorare con il teledrin della Sip ed i primi cerca persone evoluti, con i gettoni da usare nelle cabine telefoniche Sip per chiamare e capire se qualcuno mi aveva cercato o meno, agli attuali telefoni con cui si fanno foto molto molto meglio delle macchine "dell'epoca"..

      A proposito di fotografia.. per i primi casi (anni luce fa) usavo  le macchine fotografiche  "usa e getta", poi con quelle con il rullino (bisognava essere abili a fare le previsioni del tempo in quanto con rullino 100 asa facevo foto con molta luce, ma se si annuvolava o se arrivava sera, erano necessari rullino da 400 o 1000 asa).. che incubo..

    Adesso macchine fotografiche digitali, zoom da 400/600, luminosi, compatti, memorie sd, telecamere con obbiettivi sensibilissimi e luminosi che riprendono in quasi assenza di luce, microcamere, camere wifi, ecc.ecc. che pacchia fare le foto..una passeggiata..

     Vogliamo parlare dei mezzi.. 20 anni fa non c'era certo la localizzazione satellitare (solo nei film di james Bond e la sognavo ad occhi aperti..), quindi pedinamenti (appostamenti statici e dinamici, come si chiamano adesso) e attese, venivano fatte in motocicletta (yamaha XT600, Honda XL600, Honda Dominator, Honda Transalp 650, ecc.).. 
Non parliamo dell' Autobianchi A112 abarth.. perché mi sento male..adesso 595 abarth.. che differenza.
Detta così sembra divertente.. ma non c'erano gli scooter (molto comodi), quindi si stava in piedi, appoggiati alla moto, pronti a partire..anche per 10/15 ore consecutive.... 

Provate a pensare quando attendete il vostro ragazzo, la vostra ragazza, vostro marito, vostra moglie e sta facendo tardi, tarda mezz'ora e già imprecate tutti i Santi perché il tempo sembra non passare.. ecco adesso pensate ad aspettare 10 ore davanti un portone, stando attenti perché la persona che potrebbe uscire da un momento all'altro..

     Adesso è "tutta un'altra musica".. esistono i localizatori satellitari che, applicati al veicolo (auto/moto)  rilevano la posizione satellitare in tempo reale.. e l'uso, nelle modalità previste dalla Legge, è perfettamente legale (D.M. 269/2010)..

che bella la tecnologia..


     In sintesi e per non annoiare.. in oltre 20 anni la professione di Investigatore Privato è notevolmente cambiata: è cambiata la tecnologia, è cambiato il metodo lavorativo, sono cambiate le leggi e le normative.. ma la PASSIONE è rimasta la stessa..  e quando si torna "al passato" come fare un pedinamento a piedi per ore, ad appostarsi dietro un cespuglio per fare una foto.. che bello..

Per me è il lavoro più bello del mondo..

Per concludere, sono passati oltre venti anni di professione, migliaia casi svolti, migliaia di fotografie fatte, migliaia  appostamenti, di pedinamenti.... ma ho ancora "solo" 48 anni.. sono un "giovincello".. non mi sento di essere superato, anzi ho ancora tanta strada da fare e tanto da insegnare..

Ringrazio di cuore tutti, ma tutti i miei Clienti che mi hanno fatto il dono più grande: poter far diventare la mia passione nel mio lavoro..
Grazie.

Massimiliano