venerdì 30 gennaio 2015

Investigatore privato smaschera dipendente con finta lombosciatalgia, che viene licenziato.





     Questa ennesima Sentenza della Cassazione conferma che l'attività investigativa svolta nei confronti di un dipendente non deve essere considerata limitata al solo accertamento del rispetto degli "orari di visita" (che per altro sono molto variati dalle ultimissime disposizioni di Legge).

Infatti molto spesso all'Investigatore Privato viene dato incarco, sempre al fine di poter far valere e/o difendere un proprio diritto in sede giudiziaria , con lo scopo di verificare e accertare più nello specifico le attività quotidiane della persona, oggetto di investigazioni, al fine di verificare se compatibili o meno con il suo stato di salute dichiarato.
Il tutto ovviamente nel pieno rispetto delle disposizioni in merito di Privacy.

     Chiaramente molte persone si sentiranno "toccate nel vivo" da quello che dico e potranno obiettare che tale attività investigativa potrebbe non essere compatibile con la Privacy del dipendente in stato di malattia. 

     Però vediamo la situazione anche dagli occhi del datore di lavoro entrando nel partcolare con degli esempi.

     Ultimamanete infatti ho svolto delle attività investigative in tal senso accertando, in alcune occasioni, che dei dipendenti, in malattia, andavano, pur rispettando gli orari "di visita", a tagliare la legna (in malattia per dolori alle ossa!), a sciare in Abruzzo (avendo la febbre alta!) a fare la spesa portando le pesanti buste (avendo l'artrite!) oppure, per finire, guidando la moto (avendo subito un'operazione agli occhi che gli imponeva di stare bendati per giorni!).. Detto questo, non stà a me stabilire cosa sia giusto o sbagliato..io mi occupo di investigazioni private e porto le prove, ben documentate, al committente delle indagini.. poi saranno i loro avvocati nelle sedi più opportune a far valere i diritti di entrambe le parti..

     Certo è che usare "il sistema malattia" come è successo a Roma per i viglili urbani a capodanno per protestare o per aggiungere altri giorni ai "ponti"..non mi pare bellissimo.. a danno di chi è onesto e si reca quotidianamente a fare il proprio lavoro.

     A me questa problematica non riguarda in quanto, avendo un lavoro in corso, influenza o meno..mi alzo e vado al lavoro!

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma



Investigatore privato smaschera dipendente con finta lombosciatalgia, che viene licenziato.



Con sentenza 26 novembre 2014 n. 25162, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (Pres. Macioce, Rel. Tricomi) si è occupata del licenziamento di un lavoratore dipendente, assente per malattia.
Per i giudici della Suprema Corte, deve ritenersi legittimo il licenziamento per giusta causa nel caso in cui sia risultato che un dipendente, il quale era stato assente dal servizio per lungo periodo adducendo una malattia (nella specie, lombosciatalgia acuta), a seguito di accertamenti svolti da una agenzia investigativa incaricata dal datore di lavoro, era risultato compiere azioni che appaiono “ictu oculi” incompatibili con la denunziata infermità.
In particolare, il dipendente era stato visto dagli investigatori privati caricare sull’autovettura una bombola di gas di 25 kg., che successivamente aveva trasportato presso la propria abitazione.
Inoltre era stato notato nell’atto di sostituire la ruota anteriore sinistra dell’autovettura con quella di scorta posizionata sotto il veicolo e, infine, era poi stato immortalato mentre “con molta disinvoltura e senza accusare alcuna fatica fisica, sollevava dal suolo la figlia e, camminando … dondolava la piccola”.

Fonte: di Antonio Del Gatto - www.usirdbricerca.info

domenica 18 gennaio 2015

Si fa un selfie con l'amante ma la moglie lo scopre..


     Negli ultimi tempi mi è capitato di vedere, in moltissime occasioni, che molte persone sono venute a conoscenza dell'infedeltà del proprio coniuge proprio a causa di "selfie".. Ormai di gran moda, nessuno resiste a farli anche con l'amante, magari dimenticando di cancellarli oppure salvandoli "segretamente" nel pc, nella classica cartella "xxx".
     Il discorso selfie e facebook è più complesso. Infatti molte persone pensano che non pubblicando nulla nel proprio profilo, possono stare tranquille. Ma proprio in questo, spesso, capita l'errore.. Infatti molte Clienti sono venute nel mio ufficio dicendomi di aver scoperto l'infedeltà del proprio coniuge in quanto quest'ultimo non aveva pubblicato nulla nel suo profilo e non aveva ovviamente neanche "l'amicizia" FB con l'amica, ma la moglie, che già aveva un sospetto su delle persone in particolare, ha visitato i loro profili, trovandoci le foto del proprio marito.
       Le indagini "fai da tè" su FB sono più comuni di quanto si possa credere: i Clienti mi raccontano che hanno chiesto "l'amicizia" ha persone che sospettavano, usando ovviamnete un profilo falso e, dopo averla ottenuta, sono venute a conoscenza di molte informazioni "utili".
       Moltissime persone infatti ormai sono "fissate" nel pubblicare tutto della loro vita: sono qui, sono la, saluti da tale posto, selfie, confidenze e, non per ultime, foto insime al "loro amore"..
    Ovviamente tutte queste indagini "fai da te" sono utilissime ai Clienti per capire se i loro dubbi siano fondati o meno, ma poi diventa indispensabile l'attività investigativa svolta da un Investigatore Privato autorizzato che fornirà le prove valide, relazionali e fotografiche, di quanto emerso dalle indagini.
     Non bisogna infatti fare l'errore di prendere atto di una relazione extra coniugale attraverso la lettura di un sms, di una email, ecc. e pensare di "far confessare" il proprio coniuge.. Infatti molto spesso "li per li" il coniuge preso di sorpresa confessa, ma dopo qualche ora, magari consigliato da qualcuno, nega tutto, anche l'evidenza.. la mancanza di prove certe e valide in questo caso, rischia di far passare la persona che ha scoperto tutto, dalla ragione al torto.
     Consiglio sempre alle persone di rivolgersi a me quando hanno un dubbio e fingere in casa di essere all'oscuro di tutto, mantenendo un comportamento normale. Così facendo sarò in grado di confermare  o meno i loro dubbi attraverso l'attività investigativa che porterà, in caso positivo, a portare le prove dell'infedeltà coniugale con relazione tecnica, correlata da report fotografico.

     In ogni caso l'argomento delle infedeltà coniugali è talmente vasto e delicato che non si può certo riassumere in poche righe, ma, come dico sempre:..ogni caso è diverso dall'altro..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Si fa un selfie con l'amante ma la moglie lo scopre.


Lucca: l'uomo si è immortalato in piazza San Marco, poi per errore ha postato lo scatto su Facebook: la moglie ha chiesto la separazione.




LUCCA. Come rovinare un matrimonio usando male le nuove tecnologie. Ne sa qualcosa un rappresentante di cinquant’anni residente nella periferia cittadina scoperto dalla moglie, che già sospettava di lui tanto da farlo spiare da un detective privato, sul suo profilo Facebook mentre abbraccia appassionatamente in piazza San Marco a Venezia ai piedi della basilica e tra i colombi la sua segreta fiamma.
Perché con la mania del selfie – che ormai ha contagiato anche i vip, da Renzi a Totti – il rappresentante ha voluto immortalare il magico momento in compagnia della bella mora di vent’anni più giovane di lui. Ma nella fregola ha scattato l’immagine e in modo compulsivo, sbagliando tasto, ha inviato quello scatto galeotto direttamente sul proprio profilo. La prova provata del tradimento che gli è costato la separazione.
E dire che  la consorte – una coetanea di buona famiglia – sospettando una tresca vista le sue continue assenze da casa giustificate per i classici motivi di lavoro aveva incaricato di spiarlo l’agenzia investigativa Bianchi. Nel giro di un paio di mesi i detective erano riusciti a scoprire che il rappresentante si era legato a un’impiegata trentenne residente nella Piana. E c’era la possibilità di sorprenderli in "flagranza di reato" perché lui a novembre aveva organizzato un week end a Venezia con la nuova fiamma facendo credere alla consorte – che aveva mangiato la foglia assecondandolo e fingendosi dispiaciuta per la sua assenza improvvisa – di dover assistere a un convegno importantissimo con un paio di imprenditori suoi fedeli clienti.
L’investigatore privato con una sua collaboratrice erano partiti a loro volta per il capoluogo veneto per cogliere la coppia in flagrante adulterio. Avevano prenotato nello stesso albergo e addirittura, fingendosi pure loro fidanzati,  si trovavano a pochi passi dal rappresentante e dall’impiegata proprio nel momento in cui si sono fatti il selfie. Logico che le riprese fotografiche e filmate dei detective si sono rivelate  fondamentali per la causa di separazione. Ma forse alla moglie tradita sarebbe bastato controllare il profilo facebook del marito per evitare i costi dell’agenzia privata. 

fonte: iltirreno.geolocal.it

venerdì 9 gennaio 2015

La nuova frontiera della gelosia, i software spia..


Quasi quotidianamente ricevo chiamte da persone che sono interessate all'uso di "software spia" per effettuare "investigazioni fai da te" nei confronti dei loro coniugi.. sempre quotidianamente sono costretto a perdere tempo per spiegare che l'uso di tali software costituisce un grave reato penale e quindi non è possibile effettuarlo in alcun modo..

Perché tutto questo?

Per aricoli come quelli che riporto di seguito, in cui si fà riferimento a tali sistemi, al loro uso e alla loro efficacia, ecc.ecc. Tutte belle parole, ma nessuno, in altri articoli simili, si è mai degnato di spiegare al lettore che, usando tali sistemi, incorre in dei reati penali gravissimi, inclusa la vilazione della Legge sulla Privacy, con serie conseguenze..

Cerco di fare chiarezza sull'argomento.

Il software spia e un'applicazione che se istallata su telefoni androird o apple, permette di ricevere copia dei messaggi, lista chiamate, sentire le chiamate ecc., sul telefono dove è stata istallata l'applicazione.

Ovviamente tutte le informazioni acquisite non potranno in nessun modo essere usate in quanto acquisite violando la Legge.

L'attività investigativa è tutt'altra cosa. 

Faccio un esempio: se un mio Cliente ha dei dubbi sulla fedeltà della propria coniuge, mi conferisce un regolare incarico che mi autorizza ad effettuare un'attività di indagine in mabito privato. A quel punto posso intervenire, studiare la situazione con lo scopo di capire quando e dove potrebbe essere l'eventuale luogo dell'incontro, anche usando la localizzazione satellitare (gps) sull'eventuale automezzo in uso alla persona oggetto di indagini. Dopo aver "capito" la situazione, mi porto sul posto accertando e documentando fotograficamente (o filmando) i fatti. Magari in più occasioni per accertare la "continuità". A quel punto relaziono quanto emerso dalle indagini e produco una relazione su carta intestata, correlata dalle fotografie (di cui mi assumo la responsabilità) e la consegno al Cliente. Quest'ultimo potrà consegnarla al suo legale di fiducia che la userà per effettuare una causa di separazione in cui verrò chiamato a testimoniare quanto emerso dalle mie investigazioni.

Ecco, questa è l'attività investigativa che svolgo, pressochè quotidianamente, non violando alcuna Legge e/o normativa sulla Privacy.

La mentalità comune è quella di pensare che l'Investigatore Privato svolge una professione che, tendenzialmente, viola la Privacy delle persone, ma NON E' AFFATTO COSI'.

L' Investigatore Privato infatti non svolge (anche perchè severamente vietato dalla Legge) indagini su sua iniziativa, bensì viene incaricato da "un avente diritto", cioè da una persona che "deve far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria nei confronti della persona oggetto di indagini".

La domanda che pongo è: se il mio Cliente, ad esempio, è il coniuge della persona oggetto di indagine, ha o no il sacrosanto diritto di sapere se la propria coniuge lo "tradisce" avendo una relazione extra coniugale? Oppure "è una mancanza di rispetto nei confronti della propria coniuge" accertarlo?

Penso proprio di si. Ha tutto il diritto di commissionare una investigazione privata che, nel rispetto di tutte le normative vigenti, porterà le prove di quanto accertato dalle indagini. Ne negative, ne positive, in quanto non stà a me giudicarlo, ma semplicemente "uno spaccato della realtà"!

E questo è quello che faccio da venti anni.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




La nuova frontiera della gelosia, i software spia.


Dite addio all’investigatore privato se avete dubbi sulla fedeltà del vostro patner.
Non solo le grandi agenzie di sicurezza internazionali hanno il denaro e le tecnologie per poter “spiare” telefoni e computer. Infatti con solo 70€ online si possono acquistare software che permetto l’ascolto delle telefonate, la lettura dei messaggi e la visione delle chat sui social network.
Il fenomeno che potrebbe far sorridere la maggior parte delle persone, ha raggiunto livelli preoccupanti in Gran Bretagna. Secondo l’organizzazione britannica Digital Trust, da sempre in prima linea in difesa delle vittime di stalking, il 50% delle vittime che hanno denunciato questo reato, erano sottoposte a controllo informatico. In più Women’s Aid aggiunge che il 41% delle donne che hanno subito violenza domestica avevano, a loro insaputa, controllati telefoni e computer da questo tipo di applicazioni.
La cosa ancor più grave è che questi software danno la possibilità di inviare messaggi ed email a nome della vittima e nella maggior parte dei casi questo meccanismo viene utilizzato per compromettere la reputazione della vittima con l’invio di foto e messaggi privati.
Il fenomeno in pericoloso aumento in Gran Bretagna ha conseguenze drammatiche, perchè con una cifra modesta e con una conoscenza teconologica oramai alla portata di tutti si può rovinare per sempre la vita del patner, in maniera che nessuna forma di gelosia possa giustificare.

fonte: italnews.info