domenica 29 ottobre 2017

Il marito rientra prima e trova la moglie a letto con l'amica 33enne. Finisce a coltellate.



     In tanti anni di professione da Investigatore Privato a Roma, specializzato in indagini in ambito privato, nel settore familiare, devo dire che no ho viste no tante, ma tantissime..

nel caso specifico un mio amico nonchè collega: "..i colpi di fortuna tutte agli altri!..", anche se a leggere bene l'articolo, il malcapitato non l'ha preso proprio bene il fatto di trovare la moglie a letto con l'amica. Per quanto possa sembrare il sogno proibito di molti uomini, evidentemente così non è stato per questo marito e non lo è per molti altri.. 
Tali situazioni, anche se possono sembrare inverosimili, sono realmente accadute in molte occasioni nelle numerose indagini su infedeltà che ho svolto , in oltre 22 anni. 

Il Cliente conferiva incarico per ottenere le prove di una eventuale infedeltà del proprio coniuge, scoprendo, al momento di fornirgli le prove, che era stato tradito con una persone dello stesso sesso del proprio coniuge. Proprio cosi.

Anzi aggiungerei pure che, a livello statistico e diversamente dal caso riportato di seguito, la prendono peggio le mogli se scoprono che il proprio marito le tradisce con un uomo, piuttosto che il contrario.

Non saprei..forse perchè viene interpretata diversamente la relazione tra due donne e/o due uomini..

In realtà sono stati molti i Clienti della mia AgenziaInvestigativa che si sono trovati in situazioni analoghe, come dicevo prima, anche avendo dei figli e questo, purtroppo, rende l'eventuale separazione molto più dolorosa.

Del resto la regola principe se non si vogliono avere sorprese è: "Avvisare sempre prima di arrivare a casa!".. 





Il marito rientra prima e trova la moglie a letto con l'amica 33enne. Finisce a coltellate



Storia di un amore proibito in un centro della valle dell’Agno, vicino Vicenza. Rientrato a casa in anticipo poco dopo la mezzanotte di domenica 9 luglio, un uomo ha trovato la moglie in atteggiamenti intimi con un’amica e, travolto dalla furia, ha iniziato a schiaffeggiare entrambe, tra urla e offese. È nata una zuffa a tre durata un paio di minuti, fino a quando l’amica, D.M. di 33 anni, ha estratto dalla borsa un coltellino di pochi centimetri e ha colpito due volte l’uomo: alla schiena a al torace. La vista del sangue ha calmato gli animi e sono intervenuti i sanitari del Suem che hanno ricoverato l‘uomo all’ospedale di Arzignano. Le due donne si sono fatte medicare al pronto soccorso.
Nell’appartamento sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Valdagno che hanno ricostruito il fatto. Da indiscrezioni pare che il matrimonio stesse attraversando un periodo complicato e che lei avesse trovato consolazione tra le braccia dell’amica. Al momento l’unica persona denunciata è proprio l’amica che dovrà rispondere di lesioni personali. Non è escluso che nei prossimi giorni possano essere presentate querele di parte. 

Fonte: leggo.it

sabato 21 ottobre 2017

Moglie scopre il tradimento, in strada con l'ascia distrugge l'auto della rivale.



    In oltre 22 anni di professione di Investigatore Privato, specializzato nei casi di Infedeltàpotete solo immaginare quante situazioni abbia visto, simili a quelle descritte nell'articolo che segue..

Per quanto divertente e spesso irreale, purtroppo questo è quello che può accadere nel scoprire di essere traditi dal proprio coniuge. 

Per fortuna ad avere la peggio è stata solo l'autovettura e non la persona, ma resta comunque un fatto grave. 

La rete è piena di storie e di immagini che ritraggono mogli tradite (o mariti) vendicarsi in tanti modi scaricando le proprie frustrazioni e la propria rabbia su innocenti automobili.

E' raro invece che ciò avvenga da noi in Italia, ma si sà, del resto siamo molto passionali e quindi anche in questo non siamo da meno.

Sicuramente di Clienti che hanno fatto cose bizzarre e non solo ne ho avuti e continuerò ad averne ma come Investigatore Privato professionista  esorto sempre i miei clienti a far valere e difendere i loro diritti sempre e solo nelle aule di Tribunale.

A conferma di questo posso solo dirVi che una parte molto importante dell'attività investigativa, oltre ovviamente a quella che riguarda svolgere le vere e proprie indagini, è quella di "saper comunicare gli esiti". 

Mi spiego meglio. Dopo aver iniziato le indagini e ottenuto le prove, relazionali e fotografiche, che erano l'obbiettivo stesso delle investigazioni commissionatemi, devo trovare il modo e la maniera di comunicarle a l Committente, ovviamente riportando fedelmente quanto accertato, ma cercando di trovare la forma in maniera da non "fomentarlo", cercando di sdrammatizzare la "dura realtà".. Sembra facile ma non lo è.. però fa parte della mia attività..che senza dubbio (per me) è il lavoro più bello del mondo..




Moglie scopre il tradimento, in strada con l'ascia ​distrugge l'auto della rivale.







È il classico triangolo d’amore. Lui, lei e l’altra. La moglie scopre il tradimento e, su tutte le furie, decide di affrontare la rivale e di darle una sonora lezione. In maniera plateale, davanti alla gente, distruggendole la macchina e schiaffeggiandola a più riprese. L’intervento delle forze dell’ordine è inevitabile, anche perché la «cornuta» dopo aver aggredito la giovane amante del marito, la obbliga a consegnarle il telefono cellulare e se lo porta con sé, a casa, quale prova schiacciante della colpevolezza dell’uomo. È la vittima a rivolgersi ai carabinieri e a raccontare tutto, per ottenere la restituzione del telefono, consegnato sotto minaccia. 

Tutto questo è accaduto a Scafati qualche giorno fa, destando curiosità e ilarità. Inevitabile la corsa al lotto. In tanti hanno voluto tentare la fortuna dopo essersi affidati a cultori esperti della smorfia, chiamati in causa per tradurre in numeri vincenti l’esilarante vicenda (77 le corna, 2 l’amante, 38 le mazzate). Lei, la moglie, ha 40 anni ed è di Boscoreale. L’altra, più giovane di oltre dieci anni, vive a Scafati. L’incontro tra le due avviene proprio a Scafati. E non per caso. La moglie tradita sa che l’amichetta di suo marito vive a Scafati. La conosce, sa come è fatta, sa come si chiama, sa le sue abitudini e sa anche dove abita. La 40enne si mette in macchina e arriva a Scafati. È furiosa e determinata: deve trovare la sua rivale e darle una lezione. Le basta fare una paio di volte il giro del territorio per beccare la giovane scafatese alla guida della sua auto, in strada, poco lontano dalla zona del centro cittadino. Gli sguardi delle due si incrociano per un secondo. Poi entrambe accelerano; l’amante per tentare di allontanarsi e scappare, la moglie per inseguirla. La giovane scafatese percorre la città a tutta velocità, senza riuscire a seminare la sua inseguitrice che non esita ad inveire contro di lei, ad infierire con bestemmie e parolacce. Arrivata sotto casa, l’amante scende in fretta dall’auto, cerca di scappare ma non ha il tempo di allontanarsi. La 40enne di Boscoreale la raggiunge, la blocca, la minaccia.

Tra le mani la donna ha una specie di ascia; la impugna con forza e comincia a colpire i vetri dell’auto della rivale. Uno, due, tre volte, fino a distruggere la vettura. Poi si avvicina alla ragazza e le sferra quattro schiaffi sul volto, avvisandola di stare lontana dal marito. Non contenta, la quarantenne, prima di andarsene costringe la ragazza a consegnarle il telefono cellulare, certa di poter trovare all’interno le prove schiaccianti del tradimento del marito. È stato necessario l’intervento dei carabinieri per far sì che, diverse ore dopo, la vittima ritornasse in possesso del suo cellulare. La ragazza ha, infatti, dovuto denunciare l’aggressione per consentire ai militari di identificare la quarantenne di Boscoreale e pretendere la restituzione del telefono sottratto illecitamente alla rivale. Per la moglie tradita è scattata, ovviamente, la denuncia in stato di libertà.

di: Daniela Faiella 
Fonte: www.leggo.it

domenica 15 ottobre 2017

«Ti aspetto all’altare, cornuto»: il materasso di Montecorice fa il giro dei social





    Nella mia carriera ultra ventennale nella professione di Investigatore Privato professionista, come potrete immaginare, ne ho viste tante..

Dalle situazioni divertenti a quelle drammatiche.. 

Infatti il settore delle indagini rivolte alle infedeltà coniugali, che sono la stragrande maggioranza delle richieste, vanno a "toccare" situazioni molto delicate.. quelle appunto dei tradimenti e della fedeltà, o infedeltà..

In questo settore Vi posso assicurare che nessun Cliente è contento quando ottiene le prove dei dubbi che aveva..

E dopo aver ottenute le prove eclatanti (magari di fotografie e/filmati), che sono valide per far valere un diritto del Cliente in sede giudiziaria, poi ognuno ne fà l'uso che vuole.. anche sconfinando, anche se da me ovviamente sempre sconsigliato, nel violare la privacy del proprio coniuge, magari con divulgazione delle stesse, ecc.


In questo caso specifico, sicuramente per quanto divertente ed esilarante, dal punto di vista umano non posso non pensare al "cornuto". 

Anche se ad dire il vero non sono riuscito a capire se il "cornuto" di turno è il futuro sposo o è come scritto nell'articolo semplicemente uno scherzo. 

Fatto sta che al di là della scelta del materasso per far arrivare il messaggio, il fatto che sia stato abbellito fa pensare che possa essere uno scherzo. 

Speriamo bene per questa futura coppia e che non debba servirgli quanto prima un Investigatore Privato.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma


«Ti aspetto all’altare, cornuto»: il materasso di Montecorice fa il giro dei social..




«Ti aspetto all’altare, cornuto». È la singolare quanto bizzarra frase comparsa su un materasso ritrovato dinanzi la chiesetta di San Donato, a Giungatelle, nel comune di Montecorice. La foto del materasso con la frase, accompagnata da alcuni disegni floreali, ha fatto subito il giro del web, scatenando l’ilarità di tanti. Non è chiaro se si tratti di una vendetta pre-matrimoniale o semplicemente di uno scherzo, sta di fatto che tutti si interrogano sullo strano ritrovamento. E c’è anche chi è già corso a giocare al lotto. 

di Antonio Vuolo

Fonte: ilmattino.it











martedì 10 ottobre 2017

Lo sposo si vendica della futura moglie e mostra il video del tradimento di lei agli ospiti del loro matrimonio.




     Di sicuro in tanti anni di carriera da Investigatore Privato a Roma  l'invito al matrimonio non mi è mai arrivato...., ma il fatto che la relazione e tutte le prove del tradimento siano state usate per altri scopi e non quelli utili per difendere e far vale un proprio diritto in Tribunale, quello sì...è successo a anche svariate volte..

     Dal Cliente che riuniusce entrambe le famiglie e a conclusione del pranzo proietta, tra l'imbarazzo di tutti, le prove della infedeltà della moglie su maxi schermo con tanto di rissa finale..... è successo!!

     Dalla moglie che fa recapitare le prove del tradimento del suo coniuge al marito della amante, scatenando l'inimmaginabile....

   Potrei continuare per ore a raccontarvi fatti simili a quello dell'articolo, ma per quanto possiamo condividere il gesto, lo sfogo e per quanto possiamo immedesimarci nella persona e in quello che possa essergli passato per la mente, va sempre tenuto a mente che è un reato penale la divulgazione di una relazione che l'Investigatore Privato consegna al proprio Cliente.

La relazione investigativa infatti serve solo ai fini di un eventuale processo al fine di divendere e far valere un proprio diritto in Tribunale, senza ledere la dignita e la moralità di nessuno, in sintesi senza violare la privacy di nessuno.

   Per quanto mi duole ammetterlo, anche se la notizia mi ha strappato un sorriso, è profondamente sbagliato ciò che è stato fatto.

Ma si sà, di fronte a certe situazioni la razionalità viene meno..

                         Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Lo sposo si vendica della futura moglie e mostra il video del tradimento di lei agli ospiti del loro matrimonio.


Baci ed effusioni sono stati interrotti da un'immagine inaspettata: la sposa, in compagnia di un altro uomo, diretta verso un  albergo.




Il sospetto di un tradimento si era insinuato da qualche tempo nella sua testa, così aveva chiesto a un'investigatrice privata di seguire la compagna. Dopo sei settimane di pedinamenti, i dubbi vennero confermati, con tanto di materiale video che mostrava la donna in atteggiamenti intimi con un altro uomo.
Dopo aver consegnato i filmati, l'investigatrice rimase sorpresa quando qualche tempo più tardi ricevette dal suo cliente un invito per il matrimonio, ma tutto si sarebbe aspettata tranne di vedere proiettati su uno schermo gigante, in una sala gremita di ospiti, i video da lei girati.
I media locali non raccontano se infine il matrimonio abbia avuto lo stesso luogo e il futuro sposo si sia accontentato di umiliare la partner, per poi perdonarla. Potrebbe essere il giusto finale inaspettato per una vicenda già ricca di colpi di scena.
Fonte: huffingtonpost.it

domenica 8 ottobre 2017

Facebook attendibile per individuare l’autore di un reato.



    Nella mia attività di Investigatore Privato a Roma ho svolto migliaia di indagini in ambito privato, nel settore personale e in ambito familiare. 

Molto spesso mi è capitato, anche per svolgere indagini nell'ambito delle infedeltà coniugali, di effettuare ricerche in rete..come chiunque può effettuare.. e più, ne meno..

Quanti di noi nel corso della nostra vita non abbiamo cercato una persona su facebook? 

Quanti solo per semplice curiosità o mossi da gelosia hanno cercato un lui o una lei su facebook per capire chi sia e cosa fa. E chi non ha dato una "sbirciatina" per vedere le foto per poi condividerle o parlarne con amici/amiche? 

    A dire il vero anche io, come sicuramente molti dei miei colleghi Investigatori Privati faccio un uso molto frequente di Facebook, di Instagram e di altre piattaforme social al fine di reperire più informazioni utili per l'indagine. 

Ingenuamente e inavvertitamente le persone non badano alla mole di informazioni che metteno in rete. Basti pensare a quante persone comunicano al mondo intero su Facebook che partono per una vacanza e al loro ritorno si ritrovano con la casa svuotata per aver ricevuto una visita dei ladri. 

Quindi non mi sorprende affatto la sentenza della cassazione in merito alla attendibilità di facebook per individuare l'autore di un reato. 










Facebook attendibile per individuare l’autore di un reato.


La Cassazione, sentenza 45090 depositata oggi, sdogana il riconoscimento dell'imputato tramite Facebook affermando che esso è pienamente «attendibile». La Corte di appello di Milano ha ritenuto un uomo di origine straniera responsabile di concorso in rapina e porto d'armi. L'imputato ha proposto ricorso sostenendo, tra l'altro, che la motivazione «era del tutto carente ed illogica nella parte in cui i giudici di merito avevano ritenuto rituale e valida la propria identificazione effettuata mediante Facebook e senza alcun successivo riconoscimento», in tal modo non superando «i profili di incertezza e di ragionevole dubbio circa la individuazione dell'imputato». E successivamente, con memoria aggiuntiva, che «non poteva parlarsi di una ricognizione in senso tecnico in quanto non erano state rispettate le formalità di cui agli artt. 213 e 214 c.p.p».
Nel dichiarare il ricorso inammissibile, la Suprema corte ha sbrigativamente replicato che il giudice di secondo grado «con motivazione esaustiva, logica, congrua e del tutto coerente» ha correttamente ritenuto che fosse stata raggiunta la prova della responsabilità dell'odierno imputato in ordine alla rapina contestatagli «sulla base della annotazione della Polizia di Desio» e «della individuazione operata dalla persona offesa, ritenuta pienamente genuina ed attendibile».

Fonte: ilsole24ore.com


Cassazione: su Facebook si può individuare l'autore di un reato.

Per la Suprema Corte il riconoscimento dell'imputato tramite Facebook è pienamente attendibile.

di Marina Crisafi - Su Facebook si può individuare l'autore di un reato. Lo ha affermato la Cassazione, con una sentenza di poche ore fa (n. 45090/2017 sotto allegata), ritenendo pienamente "attendibile" il riconoscimento di un imputato tramite il social network.

La vicenda

L'uomo, condannato in appello per concorso in rapina e porto d'armi, ricorreva per Cassazione, lamentando che la motivazione era "del tutto carente ed illogica nella parte in cui i giudici di merito avevano ritenuto rituale e valida la propria identificazione effettuata mediante Facebook e senza alcun successivo riconoscimento – con la conseguenza che non erano stati superati "i profili di incertezza e di ragionevole dubbio circa la individuazione dell'imputato". Precisava, inoltre, che "non poteva parlarsi di una ricognizione in senso tecnico in quanto non erano state rispettate le formalità di cui agli artt. 213 e 214 c.p.p".

Facebook: individuazione reo pienamente attendibile

Per gli Ermellini il ricorso è inammissibile. Innanzitutto, perché ripropone censure già prospettate con i motivi di appello e sulle quali la corte territoriale ha esaurientemente risposto "con motivazione esaustiva, logica, congrua e del tutto coerente". Correttamente, infatti, la corte ha ritenuto "raggiunta la prova della responsabilità dell'odierno imputato in ordine alla rapina contestatagli" sulla base dell'annotazione della polizia e "dell'individuazione operata dalla persona offesa, ritenuta pienamente genuina ed attendibile".
Fonte: studiocataldi.it