lunedì 1 gennaio 2018

Foto rubate a coppia clandestina. Assolto investigatore privato



Lavorativamente parlando, come Investigatore Privato, spesso ci si imbatte in qualche marito/moglie che una volta colto in fraganza, complice un Avvocato che non conosce la Legge, ci denunci in ambito penale con tutti i risvolti del caso. 

Spesso riceviamo raccomandate da parte di sedicenti Avvocati con richieste estremamente fantasiose e bizzarre. 

Nel mio caso, non si è mai arrivati in giudizio, ma è bastata una lettera del mio legale per chiudere subito la questione. 

Ritengo che sia fin troppo comodo riversare le responsabilità delle conseguenze avute dall'essere stati colti in flagrante sulla relazione e l'operato dell'Investigatore Privato che ha svolto l'attività investigativa con professionalità ed esperienza. 

Molto più facile iniziare a parlare di privacy violata, relazioni investigative da non tenere in considerazione, ecc.

Sia ben chiaro, ritengo ovviamnete che l' Investigatore Privato debba necessariamente rispettare la Privacy e tutte le normative inerenti alla stessa, ma spesso nell'opinione comune di tende a pensare che la professione investigativa tenda a violare la Privacy delle persone. Non è così. Rispettando la Legge si possono effettuare investigazioni che sono necessarie per far valere o difendere un diritto del Committente in sede giudiziaria. 

Nel caso specifico, sotto riportato, del Committente che veniva tradito dal coniuge. Altro che violazione della Privacy..

Portroppo per il collega Detective invece, neanche il PM che ha mandato a giudizio il caso ha fatto da filtro per evitare che ciò accadesse. 

Per fortuna ci ha pensato il Giudice con una assoluzione piena perchè il fatto non sussiste. Sentenza giusta per un Professionista e collega evidentemente onesto e serio.

                                                    Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma


Foto rubate a coppia clandestina. Assolto investigatore privato 

  



Aveva ripreso l'auto del marito nel giardino condominiale della donna con la quale avrebbe avuto una storia

FORLÌ. Aveva fotografato l’auto del marito di una sua cliente all’interno del giardino della presunta amante. Un investigatore privato, ingaggiato per testimoniare il flirt, è stato assolto dall’accusa di interferenze illecite nella vita privata. A denunciarlo era stata proprio l’amante che lamentava il fatto che per scattare quelle foto l’investigatore non poteva non aver oltrepassato il cancello della sua abitazione e quindi violato il domicilio (querela poi rimessa) e la privacy della donna.
Il processo
Una storia che dalla causa civile per la separazione tra i due coniugi è arrivata alle aule di un processo penale, nel quale il giudice monocratico Dora Zambelli ha assolto un 38enne investigatore privato di un’agenzia romagnola, difeso dagli avvocati Marco Milandri e Cristiana Valentini del Foro di Forlì, con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Il fatto
Una storia d’amore finita male con una causa di separazione tra marito e moglie e il sospetto di un tradimento da parte dell’uomo: Per questo la moglie aveva assoldato un’agenzia investigativa per raccogliere elementi che avvalorassero la sua ipotesi. Il marito era venuto a conoscenza delle foto scattate alla sua auto nell’area condominiale dove vive la presunta amante proprio durante una udienza della causa di separazione. Una volta saputo dell’esistenza delle immagini la nuova fiamma dell’uomo ha deciso di sporgere denuncia ai Carabinieri di Forlì perché, secondo la donna, l’investigatore privato per arrivare a fare quegli scatti aveva dovuto introdursi illecitamente all’interno della proprietà privata, visto che gli accessi pedonali e carrabili al palazzo erano sempre chiusi: dopo la sua denuncia erano stati ipotizzati i reati di violazione di domicilio e di interferenze illecite nella vita privata della denunciante.
Davanti al giudice
Se per l’accusa di violazione di domicilio la querela della moglie che si è sentita tradita, è stata rimessa, l’investigatore è andato invece a processo per interferenze illecite nella vita privata (articolo 615 bis del Codice Penale), proprio per essersi procurato la foto della macchina del marito della sua cliente. Il giudice monocratico D. Z. l’altro giorno ha letto, nell’aula del Tribunale di F., la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. Scagionato quindi l’investigatore privato, mentre per la coppia in crisi la necessità di raccontare il doloroso percorso di separazione.


Fonte: corriereromagna.it